lunedì 22 giugno 2009

JOSEPH RATZINGER E SAN BONAVENTURA DA BAGNOREGIO: LO SPECIALE DEL BLOG


16 APRILE 1927 - 19 APRILE 2005: DA JOSEPH A BENEDETTO. LO SPECIALE DEL BLOG

VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE A VITERBO E BAGNOREGIO (6 SETTEMBRE 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

Il Papa: "Al di là di queste circostanze storiche, l’insegnamento fornito da Bonaventura in questa sua opera e nella sua vita rimane sempre attuale: la Chiesa è resa più luminosa e bella dalla fedeltà alla vocazione di quei suoi figli e di quelle sue figlie che non solo mettono in pratica i precetti evangelici ma, per la grazia di Dio, sono chiamati ad osservarne i consigli e testimoniano così, con il loro stile di vita povero, casto e obbediente, che il Vangelo è sorgente di gioia e di perfezione" (Catechesi udienza generale, 3 marzo 2010)

Il Papa: "San Bonaventura fu messaggero di speranza. Una bella immagine della speranza la troviamo in una delle sue prediche di Avvento, dove paragona il movimento della speranza al volo dell’uccello, che dispiega le ali nel modo più ampio possibile, e per muoverle impiega tutte le sue forze. Rende, in un certo senso, tutto se stesso movimento per andare in alto e volare. Sperare è volare, dice san Bonaventura" (Discorso del Santo Padre dell'incontro con la cittadinanza di Bagnoregio, 6 settembre 2009)

Presentato il secondo volume delle «Gesammelte Schriften» di Joseph Ratzinger: la prefazione di Benedetto XVI (Pubblicata per la prima volta la tesi integrale sul concetto di Rivelazione e sulla teologia della storia in Bonaventura).

Joseph Ratzinger presenta se stesso: discorso di Presentazione alla Pontificia Accademia delle Scienze (2000)

ARTICOLI

Quel continuo dialogo con il maestro Agostino. Il primo volume delle opere di Joseph Ratzinger presentato all'ambasciata di Germania presso la Santa Sede (Gerhard Ludwig Müller)

Il Papa: il tema della Rivelazione ha oggi maggiore urgenza

Il nodo della datazione della Bibbia di san Bonaventura: Il Codex Balneoregiensis tra paleografia e tradizione (Osservatore Romano)

Il Papa: avevo pensato di tornare agli studi dopo la pensione (Izzo)

La Rivelazione come in una «disputatio» medievale negli studi del giovane Ratzinger (Osservatore Romano)

La Rivelazione come in una «disputatio» medievale negli studi del giovane Ratzinger (Osservatore Romano)

Ad ali spiegate. Benedetto XVI a Bagnoregio (Robert Moynihan)

Nel pomeriggio a Civita di Bagnoregio, paese natale di San Bonaventura, al quale Papa Ratzinger è molto legato (Conte)

Il Pontificato di Benedetto XVI è legato al frate d'Assisi con la mediazione mistica di San Bonaventura (Rodari)

C'è una sproporzione tra la povertà culturale dell'era delle veline e la grandezza culturale di Benedetto XVI. Domani il teologo Ratzinger renderà omaggio a San Bonaventura (Osservatore Romano)

Carlo di Cicco: La visita del Papa alla diocesi di Viterbo, "Da Agostino a Bonaventura" (Osservatore Romano)

La lezione teologica della vecchierella di san Bonaventura (Bruno Mastroianni)

Benedetto XVI a Bagnoregio (Pompei)

La visita di Benedetto XVI a Viterbo: il debito di Papa Ratzinger (Gaeta)

Benedetto XVI e San Bonaventura. Il viaggio papale nella terra natale del santo è più importante di quanto sembri (Robert Moynihan)

San Paolo nell'«Itinerarium» di Bonaventura anche alla luce della tesi di dottorato di Joseph Ratzinger (Osservatore Romano)

Joseph Ratzinger legge san Bonaventura. Pubblicata nuovamente la tesi di dottorato del Santo Padre

Joseph Ratzinger, "San Bonaventura. La teologia della storia", Porziuncola Edizioni 2008

Tra Bonaventura e Tommaso: il Papa il 6 settembre a Viterbo e Bagnoregio (Radio Vaticana)

Padre Pietro Messa: San Paolo, san Bonaventura e Joseph Ratzinger (Zenit)

Oggi la Chiesa festeggia San Bonaventura da Bagnoregio soggetto della tesi di libera docenza del Papa. Mons. Ravasi: "Joseph e il Serafico"

«Cristo è l’inizio della fine del mondo». Un articolo di 30Giorni del 2002 commenta la tesi di dottorato di Joseph Ratzinger su San Bonaventura

In anteprima l'edizione aggiornata del libro su san Bonaventura di Joseph Ratzinger: lo speciale dell'Osservatore Romano

Senza tradizione la teologia è un albero sradicato dal suolo: presentata l'edizione aggiornata del libro di J. Ratzinger su San Bonaventura

Joseph Ratzinger andò al Concilio con la mente a Bagnoregio (Mons. Amato per l'Osservatore Romano)

Joseph Ratzinger presenta se stesso: discorso di Presentazione alla Pontificia Accademia delle Scienze (2000)

VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE A MALTA (17-18 APRILE 2010): LO SPECIALE DEL BLOG


DISCORSI ED OMELIE DEL SANTO PADRE A MALTA

INCONTRO DEL SANTO PADRE CON ALCUNE VITTIME DI ABUSI SESSUALI A MALTA

IL PAPA A MALTA: VIDEO, FOTO, PODCAST

ANNO PAOLINO (28 GIUGNO 2008-28 GIUGNO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

ALTRI ARTICOLI, NOTIZIE E COMMENTI

Abusi nel clero, Benedetto XVI si è rifiutato di giocare a nascondino con la verità (Times of Malta)

L'incontro dell'arcivescovo di Malta con le vittime di abusi

Mons. Paul Cremona (Malta) ha incontrato otto vittime di abusi del clero (Times of Malta)

La curia di Malta pianifica nuove procedure per la lotta agli abusi del clero (Times of Malta)

La curia di Malta non risponde alle critiche di Mons. Scicluna (Times of Malta)

Malta, la condanna dei preti pedofili e l’intervento di Scicluna (Vatican Insider)

Mons. Scicluna è intervenuto personalmente per accelerare l'inchiesta della Chiesa maltese su alcuni preti pedofili (Sunday Times of Malta)

Mons. Scicluna è intervenuto personalmente per accelerare il processo contro i due preti maltesi accusati di abusi

Rammarico della Chiesa maltese dopo la condanna di due sacerdoti per abusi su minori (R.V.)

Con una sentenza inappellabile Papa Ratzinger ha condannato e ridotto allo stato laicale un religioso maltese (Giansoldati)

La Curia maltese ha chiesto "perdono" per gli abusi dei preti. La decisione del Papa di ridurre allo stato laicale Pulis è di due settimane fa ma "stranamente" non è stata divulgata la notizia

L'arcidiocesi di Malta esprime profondo dolore per gli abusi commessi dai sacerdoti. Il decreto, inappellabile, con cui Benedetto XVI dimette dallo stato clericale Charles Pulis

Il Papa riduce allo stato laicale un sacerdote maltese condannato per pedofilia

Joe Borg: non è stato un anno facile per il Papa che ha dovuto portare la croce degli abusi sui minori come nessun Pontefice prima di lui anche se nessuno più di Joseph Ratzinger ha fortemente combattuto questo scandalo (Times of Malta)

Times of Malta: Mons. Scicluna ha fatto in una settimana più della commissione antiabusi in sette anni

Joseph Magro (una delle vittime che Benedetto XVI incontrò a Malta): "Questo Papa fa sul serio ma chi abusò di noi boicotta" (Carlucci)

L'incontro del Papa con le vittime di abusi a Malta nel commento di Tracce

Preti pedofili, Santa Sede: "Verità, trasparenza e credibilità". Padre Lombardi: c'era bisogno che il Papa incontrasse le vittime di abusi (Izzo)

Mons. Xuereb racconta il commovente incontro del Papa con le vittime di abusi a Malta: Benedetto XVI ha anche apprezzato il loro coraggio (O.R.)

Editoriale di padre Lombardi: il viaggio a Malta del Papa, una splendida festa della fede (Radio Vaticana)

Tempo di sofferenza, tempo di grazia: il commento di José Luis Restán

Il Papa a Malta ha «condiviso la sofferenza» delle vittime degli abusi da parte di sacerdoti (Andrea Gagliarducci)

"Ho pregato con le vittime". Il Papa commosso da Malta (Ansaldo)

Ratzinger il provocatore: il commento di Angela Ambrogetti. Da incorniciare :-)

Il Papa: «A Malta ho sofferto assieme alle vittime» (Tornielli)

I consueti eppure straordinari mercoledì di udienza a San Pietro (Scelzo)

Inutile strillare, il Papa non diventerà un poliziotto (Bruno Mastroianni). Da incorniciare

Il Papa: a Malta con commozione ho condiviso la sofferenza delle vittime di abusi (Izzo)

Mons. Gerhard Gruber (ex vicario di Monaco): non sono mie le affermazioni attribuitemi da Spiegel Magazine (Agi)

La congiura del silenzio: il commento di Filippo Di Giacomo

Il Papa ricorda il suo incontro con le vittime di abusi a Malta: video Repubblica.it

Immigrati, il Papa: le nazioni cristiane hanno il dovere di accoglienza. Il no ad aborto e divorzio è per Malta una scelta coraggiosa (Izzo)

Abusi, il Papa: a Malta ho condiviso con le vittime la sofferenza. E sull’immigrazione, “soluzioni da concertare a livello internazionale” (Velino)

In una lettera la gratitudine e l'affetto degli universitari di Roma a Benedetto XVI nel quinto anniversario dell'elezione (Radio Vaticana)

Il Papa: Ho condiviso la loro sofferenza e con commozione ho pregato con le vittime degli abusi commessi da sacerdoti

Il disegno d'amore di Dio è più grande di tempeste e naufragi: così il Papa all'udienza generale dedicata al viaggio a Malta. Appello sull'immigrazione

Il Papa ricorda l'incontro a Malta con le vittime di preti pedofili: servizio di Stefano Maria Paci

All'udienza 400 sacerdoti romani per testimoniare solidarietà al Papa accolto anche da mille ragazzi del Nazareth. La gratitudine di Benedetto XVI ai sacerdoti di tutto il mondo (Izzo)

Il Papa: "La gente maltese sa trovare nella visione cristiana della vita le risposte alle nuove sfide". "Ricercare soluzioni per l'immigrazione"

Il Papa: “Non avere paura delle tempeste della vita, e nemmeno dei naufragi" (Sir)

Il Papa: il disegno di Dio “è più grande dellle tempeste e anche dei naufragi” (AsiaNews)

Il Papa dopo incontro con le vittime: "Ho condiviso la loro sofferenza"

Inchiesta sui Legionari di Cristo. Si va verso il commissariamento. Dagli Usa accuse a Sodano e Dziwsz (Ansaldo)

"Coprì alcuni preti" cacciato il vescovo di Miami. Linea dura di Papa Ratzinger, si "dimette" Favalora (Ansaldo)

Benedetto XVI, contrariamente ai suoi predecessori, ha accettato di rompere il silenzio sui casi di pedofilia nella Chiesa (Le Monde)

Pedofilia, le lacrime del Papa. Durante il suo viaggio a Malta, Benedetto XVI incontra otto vittime di abusi da parte di sacerdoti (Grana)

Nelle parole di Papa Benedetto si coglie immediatamente una sofferenza viscerale e lo sgomento, tutto presente, di un cristiano tra cristiani (Spano)

Le monache del Monastero cistercense di Valserena: «Noi, una vita in preghiera per il Pontefice» (Corradi)

Benedetto XVI, guida sicura per proseguire un cammino iniziato due millenni fa (Casavola). Da assaporare!

Mons. Vincenzo Pelvi: Il Papa è "l'icona contemporanea della passio Christi e della passio hominis" (Zenit)

Più i media attaccano Be­nedetto XVI, più tanta gente vera lo cerca e impara ad amarlo (Muolo)

Benedetto XVI ha un modo tutto suo di comunicare anche cose importanti (Giansoldati)

Benedetto XVI, in lacrime, incontra le vittime dei preti pedofili a La Valletta: il commento di Luigi Accattoli

Preghiere, affetto e solidarietà al Papa da tutto il mondo. Benedetto XVI: non mi sento solo (Radio Vaticana)

I primi cinque anni di Benedetto XVI nel commento di Carmen Elena Villa

I primi cinque anni controcorrente di Papa Ratzinger: il bellissimo commento di Andrea Tornielli

Dolore e speranza come di «naufragio». Le lacrime del Papa non nascoste alle vittime (Marina Corradi)

Il Papa invita la curia a superare le divisioni. Sempre in primo piano il "caso" Maciel e le sue coperture (Galeazzi)

Secondo Ingrao il problema di Ratzinger sono i ratzingeriani

Il Papa a Malta: il commento del Sir

La nube islandese blocca e/o appieda i superpotenti della Terra. Solo l'umile lavoratore della Vigna del Signore approda senza intoppi a Malta :-)

Commovente incontro tra il Papa e otto vittime di abusi nella sede della nunziatura lontano dal clamore mediatico (Biccini)

Il viaggio del Papa a Malta: Dio ama tutti e la Chiesa non rifiuta nessuno. In un clima intenso e commosso l'incontro con otto vittime di abusi (O.R.)

Benedetto XVI come l'Apostolo Paolo: un felice naufragio (Alessandra Borghese)

Il Pontefice punta sull’approfondimento dei comportamenti e sul massimo impegno di fedeltà a Cristo (Galeazzi)

Il primo giorno del Papa a Malta nei commenti di Vecchi, Ansaldo, Maniaci e Marroni

I cinque anni di Papa Benedetto nella splendida analisi di Damian Thompson: per questo grande Papa è tempo delle riforme

I cinque anni di Benedetto XVI ed i nodi del passato. Nelle ultime settimane emersi i casi Groer, Maciel, lettera Castrillon (Apcom)

La festa di Malta: l'editoriale di Giovanni Maria Vian

Il commento di Salvatore Izzo sul rapporto fra Ratzinger e Wojtyla e sul famoso "caso" dell'abate H e del vicario Gruber mai promosso vescovo!

Suor Emmanuel Hofbauer: prego per Joseph Ratzinger dal 1959. Egli è un Vangelo vivente

Il Washington Post si schiera dalla parte della linea di fermezza del Papa: si è mosso con grande decisione

Una vittima maltese: sono rimasto impressionato dall'umiltà del Papa. E' stato molto coraggioso (Times of Malta)

Il viaggio del Papa a Malta: il commento di padre Lombardi (Radio Vaticana)

Pedofilia, avvocato vaticano negli Usa ha ricevuto gravi minacce. Lena: Benedetto XVI ha fatto piu' di chiunque altro per combattere gli abusi (Ansa)

Damian Thompson: I media cessino di perseguitare il Papa. E' crudele e i Cattolici non lo sopportano più

L'incontro del Papa con le vittime degli abusi a Malta: il commento di Gian Guido Vecchi

Interessante commento dell'Asca: ancora oggi Benedetto XVI è costretto a fare i conti con la complessa (e controversa) eredità di Wojtyla

Il Papa a Malta: servizi del TG5

Lawrence Grech: «Ho visto il Papa piangere di emozione e mi sono sentito liberato di un grande peso» (Gagliarducci)

Il Papa a Malta: video speciali di YouTube

David Rosen (omonimo del rabbino) critica il New York Times che si occupa degli scandali sessuali nella Chiesa ma non di altre istituzioni

Il Papa aggredito perchè scomodo al pensiero laico dominante (Rodolfo Lorenzoni)

La prima vittima maltese a denunciare gli abusi: "Il Papa mi ha detto di essere orgoglioso di me". E anche Lawrence è orgoglioso di Benedetto (Salvia)

Lacrime del Papa con le vittime degli abusi nel V anno di Pontificato. Il commento di Marinella Bandini (Il Velino)

Vittorio Messori: Il dolore e la vergogna di cui parla il Papa vengono da autentica sofferenza, non sono certo melodramma ipocrita

Padre Chadwick ricorda commosso come 5 anni fa, subito dopo l'elezione di Benedetto, pianse di gioia e chiese di essere ammesso nella TAC

Royal (Faith and Reason Institute di Washington): Benedetto XVI e il santo coraggio (National Catholic Register)

I cinque anni di Benedetto XVI. L'umiltà del Papa rompe gli schemi. Il bellissimo commento di Lucio Brunelli

I cinque anni di Papa Benedetto e le responsabilità dei media: nota Sir

Commovente intervista di Tornielli ad una vittima maltese: "Voi in Italia avete un santo. Capito? Avete un santo". Toccante ed istruttivo

La seconda giornata del Papa a Malta nel bel commento di Andrea Tornielli

La parole d'ordine: «Purificazione». Ma il filo conduttore è disciplinare la parte della Santa Sede ostile al rinnovamento (Galeazzi). Da incorniciare

Pedofilia, il Papa incontra otto vittime a Malta: il commento (audio) di Marco Ansaldo

Il racconto di Lawrence Grech che si dice "liberato" dall'incubo: «Ho visto Benedetto XVI piangere» (Stagno-Navarra)

Si celebra il quinto anniversario dell'elezione del grande Papa Benedetto XVI (Gasparroni)

L'incontro con otto vittime di preti pedofili ha impresso un segno indelebile sul viaggio di Benedetto XVI a Malta (Conte)

BUON ANNIVERSARIO PAPA BENEDETTO, DOLCE CRISTO IN TERRA!

Rabbia ed odio spazzati via dalle lacrime di Papa Ratzinger: il bellissimo commento di Salvatore Izzo

ARTICOLI, NOTIZIE E COMMENTI DEL 18 APRILE 2010

Il pianto del Papa con le vittime degli abusi sessuali. "Dio non rifiuta nessuno. E la Chiesa non rifiuta nessuno (Magister)

Inqualificabile il comportamento di tg1 e tg2

Conclusa la storica visita del Papa a Malta: il bellissimo video-omaggio di Times of Malta

Malta, il Papa incontra 8 vittime di abusi. La commozione dei protagonisti. Padre Lombardi: clima intenso ma sereno

Lawrence Grech: L'incontro con il Papa è stato «il più grande regalo mai ricevuto dopo la nascita di mia figlia»

A Malta il Papa incontra alcune vittime di abusi da parte del clero (Zenit)

Le vittime degli abusi di Malta soddisfatte dopo l'incontro con Benedetto XVI

Vittima di abusi: ho visto il Papa piangere. Ho colto in lui l'umiltà della Chiesa (Ansa)

Malta ha accolto il Papa con una grande e calorosa partecipazione. Stamattina erano attesi 15mila fedeli e ne sono giunti 50mila (Radio Vaticana)

Alla messa con il Papa si invoca una Chiesa senza macchia nè vipere. Poi il ricordo di Giovanni Paolo II (Izzo)

Vittima Malta: Incontrare Papa ha dato pace ai cuori. Il portavoce degli otto uomini: Ha avuto coraggio ad incontrarci (Apcom)

Il Papa arriva a Floriana: bellissimo video di Maltastar

Papa Ratzinger a colloquio con 8 maltesi vittime di preti pedofili dopo la messa a Floriana (Corriere)

Le vittime di abusi: il Papa ci ha donato la pace (Times of Malta)

Una delle vittime che hanno incontrato il Papa: «Sono stato sollevato e liberato da un grande peso»

Il Papa a vittime pedofilia Malta: Provo vergogna e dolore. Impegnati su indagini, sanzioni e prevenzione. Ora riconciliazione (Apcom)

Due anni fa, il 17 aprile 2008, per la prima volta nella storia un Papa incontrava un gruppo di vittime di preti pedofili a Washington

Benedetto XVI alle vittime di abusi: provo vergogna e dolore per l'accaduto, consegnare i colpevoli alla giustizia

Il Papa incontra alcune vittime degli abusi: profonda commozione, vergogna e dolore (Radio Vaticana)

INCONTRO DEL PAPA CON LE VITTIME DI ABUSI: COMUNICATO DELLA SANTA SEDE

Bagno di folla oltre ogni attesa e benedizione speciale per i bambini malati terminali: la prima giornata del Papa a Malta

IL PAPA INCONTRA OTTO VITTIME DI PRETI PEDOFILI MALTESI

Il Papa: la misericordia di Dio per guarire le ferite del mondo. Poi incoraggia i sacerdoti ad essere fedeli agli impegni (Izzo)

Il Papa a Malta: Solo Dio, non la tecnologia avanzata, può proteggerci dal male (AsiaNews)

Il Papa: vogliono convincerci a rinunciare a fede (Ansa)

Il Papa: Non tutto quello che il mondo oggi propone è meritevole. Molte voci cercano di persuaderci a mettere da parte fede e chiesa (Izzo)

Nel pomeriggio l'incontro del Papa con i giovani maltesi (Radio Vaticana)

Il Papa: L'immigrazione è "un grande problema del nostro tempo" e tutti "dobbiamo rispondere a questa sfida" (Galeazzi)

Annunciate a tutti la bellezza della fede: così il Papa alla Grotta di San Paolo (Radio Vaticana)

Al porto l’abbraccio dei giovani maltesi (Sartini)

Preti pedofili, il Papa: la Chiesa ferita dai nostri peccati (Izzo)

Malta ha riservato al Papa «un’accoglienza superiore alle aspettative». Oltre centomila persone hanno abbracciato Benedetto :-)

Il Papa: Chiesa ferita dai nostri peccati. Sull’aereo per Malta: nel Vangelo la forza che risana (Muolo)

La visita del Papa in diretta su Times of Malta

L’accoglienza dei Maltesi è calorosissima. «Happy birthday» per il Papa (Tornielli)

IL PAPA A MALTA: I VIDEO DI TIMES OF MALTA

ARTICOLI, NOTIZIE E COMMENTI DEL 17 APRILE 2010

Il Papa affronta con decisione la ripida scala che conduce al Santuario di Rabat "seminando" vescovi ed autorità :-) (Izzo)

Vero e proprio bagno di folla per il Papa nelle vie de La Valletta. Migliaia di ragazzi gli cantano: "Tanti auguri a te" (Izzo)

Il Papa: la Chiesa è stata ferita dai nostri peccati. Benedetto XVI accolto a Malta da una folla festante

Il Papa arrivato a Malta sulle orme di San Paolo. Accolto da un grandissimo bagno di folla (Avvenire)

Il Papa: Un omaggio a San Paolo, l'amore di Malta per una chiesa ferita dai peccati, la forza sanante del Vangelo, il dramma dei profughi

Il Papa: gravi minacce alla vita ed alla sacralità del matrimonio (Izzo)

Il Presidente maltese: "Santo Padre, il nostro inno e' una preghiera". Il Papa: l'Europa aiuti Malta per l'accoglienza dignitosa degli immigrati (Izzo)

Fuori programma del Papa: esce dal Palazzo presidenziale a piedi per salutare i malati (Izzo)

Pedofilia, il presidente di Malta: la colpa di pochi non oscura la Chiesa (Apcom)

Le parole del Papa sull'aereo: trascrizione di Andrea Tornielli

Malta: bagno di folla per il Papa (Rcd)

Il Presidente maltese cita Pera: guerra laicista contro la Chiesa

PAPA A MALTA: BAGNO DI FOLLA NELLE STRADE DELLA CAPITALE

Il Papa a Malta: siate baluardo cattolico a difesa dei valori della Unione Europea (Izzo)

Una marea di gente per il Papa a Malta :-)

Il Papa: La Chiesa a Malta è stata ferita dai peccati

Benedetto XVI arrivato a Malta. Sull'aereo ai giornalisti: La Chiesa è stata "ferita dai nostri peccati". L'immigrazione è "un grande problema (Ansa)

Pedofilia, il Papa sull'aereo: la Chiesa ferita dai nostri peccati

Nel segno di San Paolo: Malta attende con gioia l’arrivo di Benedetto XVI. L’arcivescovo Grech: dalla visita del Papa, una rigenerazione spirituale

Benedetto XVI sulle orme di San Paolo. Ecco come i cattolici di Malta aspettano il Papa (Burini)

Il tweet di Anna Arco, inviata a Malta per il Catholi Herald

Malta accoglierà oggi con entusiasmo Benedetto «sofferente» per gli scandali di pedofilia. Le vittime fiduciose nel nuovo corso inaugurato dal Papa

Oggi il Papa a Malta: il commento di Andrea Tornielli

La visita del Papa a Malta: la gioia del presidente George Abela e dell'arcivescovo Paul Cremona (Radio Vaticana)

ARTICOLI E COMMENTI PRECEDENTI IL VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE

Domani il viaggio del Papa a Malta, breve ma molto intenso

Malta: al crocevia delle fedi e della confessioni cristiane (Zenit)

Benedetto XVI a Malta nel segno di San Paolo e delle tradizioni cristiane: briefing di padre Lombardi (Radio Vaticana)

Messaggio del cardinale Tarcisio Bertone e lettera dei vescovi maltesi in vista del viaggio apostolico di Benedetto XVI a Malta (Radio Vaticana)

Il vescovo di Gozo: a Malta la gente ha capito che c'è una campagna contro il Papa (Radio Vaticana)

Il 17 e 18 aprile Benedetto XVI a Malta: Quei cristiani sopravvissuti alla dominazione araba (Stanley Fiorini)

I vescovi di Malta: facciamo nostre le parole del Papa ai Cattolici d'Irlanda (Izzo)

Il saluto dei vescovi maltesi al Santo Padre (Sir)

Il Papa visita Malta il 17 e 18 aprile, sulle orme di San Paolo

Lettera del Papa al presidente di Malta (Radio Vaticana)

Il viaggio del Papa a Malta fissato per il 17 e 18 aprile 2010

Benedetto XVI visiterà Malta il 17 e il 18 aprile 2010

Aprile 2010, il Papa a Malta sulle orme di Paolo (Cardinale)

Benedetto XVI a Malta nell'aprile 2010 nel 1950° anniversario del naufragio di San Paolo (Zenit)

Il Papa a Malta nell'aprile 2010 nel 1950.mo anniversario del naufragio di San Paolo (Radio Vaticana)

Confermata la visita del Papa a Malta nell'aprile 2010. L'annuncio dei vescovi maltesi

Il Papa a Malta nel 2010?

VIAGGIO APOSTOLICO DI BENEDETTO XVI A MALTA IN OCCASIONE DEL 1950° ANNIVERSARIO DEL NAUFRAGIO DI SAN PAOLO (17 - 18 APRILE 2010) - PROGRAMMA

domenica 21 giugno 2009

Il Papa ai giovani: "La Chiesa non vi abbandona. Voi non abbandonate la Chiesa!" Al clero: è necessario tornare alla sorgente originaria,a Gesù Cristo


VISITA DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO (21 GIUGNO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

DISCORSI ED OMELIE DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO

ANNO SACERDOTALE (19 GIUGNO 2009-19 GIUGNO 2010): LO SPECIALE DEL BLOG

VIDEO INTEGRALE SU BENEDICT XVI.TV

VISITA PASTORALE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A SAN GIOVANNI ROTONDO, 21.06.2009

INCONTRO CON I SACERDOTI, I RELIGIOSI, LE RELIGIOSE E I GIOVANI NELLA CHIESA DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Alle ore 17.30, nella chiesa di san Pio da Pietrelcina di San Giovanni Rotondo, ha luogo l’incontro con i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i giovani.
Al suo arrivo, il Santo Padre si reca nella Cappella del Santissimo Sacramento per una breve preghiera di adorazione. Quindi, nella chiesa, dopo l’introduzione di S.E. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo eletto di Lecce, Amministratore Apostolico di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, riceve il saluto di Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini, e di due giovani.
Questo il testo del discorso che il Papa pronuncia nel corso dell’incontro:

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari sacerdoti,
cari religiosi e religiose,
cari giovani
,

con questo nostro incontro si chiude il mio pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Sono grato all’Arcivescovo di Lecce, Amministratore Apostolico di questa Diocesi, Mons. Domenico Umberto d’Ambrosio, e al Padre Mauro Jöhri, Ministro Generale dei Frati Minori Cappuccini, per le parole di cordiale benvenuto che mi hanno rivolto a nome vostro. Il mio saluto si volge ora a voi, cari sacerdoti, che siete ogni giorno impegnati al servizio del popolo di Dio come guide sagge e assidui operai nella vigna del Signore. Saluto con affetto anche le care persone consacrate, chiamate ad offrire una testimonianza di totale dedizione a Cristo mediante la fedele pratica dei consigli evangelici. Un pensiero speciale per voi, cari Frati Cappuccini, che curate con amore questa oasi di spiritualità e di solidarietà evangelica, accogliendo pellegrini e devoti richiamati dalla viva memoria del vostro santo confratello Padre Pio da Pietrelcina. Grazie di cuore per questo prezioso servizio che rendete alla Chiesa e alle anime che qui riscoprono la bellezza della fede e il calore della tenerezza divina. Saluto voi, cari giovani, ai quali il Papa guarda con fiducia come al futuro della Chiesa e della società.

Qui, a San Giovanni Rotondo, tutto parla della santità di un umile frate e zelante sacerdote, che questa sera, invita anche noi ad aprire il cuore alla misericordia di Dio; ci esorta ad essere santi, cioè sinceri e veri amici di Gesù. E grazie alle parole dei vostri rappresentanti giovani.

Cari sacerdoti, proprio l’altro ieri, solennità del Sacro Cuore di Gesù e Giornata di santità sacerdotale, abbiamo iniziato l’Anno Sacerdotale, durante il quale ricorderemo con venerazione ed affetto il 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney, il santo Curato d’Ars.
Nella lettera che ho scritto per l’occasione, ho voluto sottolineare quanto sia importante la santità dei sacerdoti per la vita e la missione della Chiesa. Come il Curato d’Ars, anche Padre Pio ci ricorda la dignità e la responsabilità del ministero sacerdotale.
Chi non restava colpito dal fervore con cui egli riviveva la Passione di Cristo in ogni celebrazione eucaristica? Dall’amore per l’Eucaristia scaturiva in lui come nel Curato d’Ars una totale disponibilità all’accoglienza dei fedeli, soprattutto dei peccatori. Inoltre, se san Giovanni Maria Vianney, in un'epoca tormentata e difficile, cercò in ogni modo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della penitenza sacramentale, per il santo Frate del Gargano, la cura delle anime e la conversione dei peccatori furono un anelito che lo consumò fino alla morte.
Quante persone hanno cambiato vita grazie al suo paziente ministero sacerdotale; quante lunghe ore egli trascorreva in confessionale!
Come per il Curato d’Ars, è proprio il ministero di confessore a costituire il maggior titolo di gloria e il tratto distintivo di questo santo Cappuccino. Come allora non renderci conto dell’importanza di partecipare devotamente alla celebrazione eucaristica e di accostarsi frequentemente al sacramento della Confessione? In particolare, il sacramento della Penitenza va ancor più valorizzato, e i sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali né limitarsi a constatare la disaffezione dei fedeli per questa straordinaria fonte di serenità e di pace.

C’è poi un altro grande insegnamento che possiamo trarre dalla vita di Padre Pio: il valore e la necessità della preghiera. A chi gli chiedeva un parere sulla sua persona, egli soleva rispondere: "Non sono che un povero frate che prega".

Ed effettivamente pregava sempre e dovunque con umiltà, fiducia e perseveranza. Ecco allora un punto fondamentale non solo per la spiritualità del sacerdote, ma anche per quella di ogni cristiano, ed ancor più per la vostra, cari religiosi e religiose, scelti per seguire più da vicino Cristo mediante la pratica dei voti di povertà, castità e obbedienza. Talora si può essere presi da un certo scoraggiamento dinanzi all’affievolimento e persino all’abbandono della fede, che si registra nelle nostre società secolarizzate.

Sicuramente occorre trovare nuovi canali per comunicare la verità evangelica agli uomini e alle donne del nostro tempo, ma poiché il contenuto essenziale dell’annuncio cristiano resta sempre lo stesso, è necessario tornare alla sua sorgente originaria, a Gesù Cristo che è "lo stesso ieri e oggi e sempre" (Eb 13,8). La vicenda umana e spirituale di Padre Pio insegna che solo un’anima intimamente unita al Crocifisso riesce a trasmettere anche ai lontani la gioia e la ricchezza del Vangelo.

All’amore per Cristo è inevitabilmente unito l’amore per la sua Chiesa, guidata ed animata dalla potenza dello Spirito Santo, nella quale ognuno di noi ha un ruolo e una missione da compiere. Cari sacerdoti, cari religiosi e religiose, diversi sono i compiti che vi sono affidati e i carismi dei quali siete interpreti, ma unico sia sempre lo spirito con cui realizzarli, perché la vostra presenza e la vostra azione all’interno del popolo cristiano, diventino eloquente testimonianza del primato di Dio nella vostra esistenza. Non era forse proprio questo ciò che tutti percepivano in san Pio da Pietrelcina?

Permettete ora che rivolga una parola speciale ai giovani, che vedo così numerosi ed entusiasti.

Cari amici, grazie per la vostra accoglienza calorosa e per i fervidi sentimenti di cui si è fatto interprete il vostro rappresentante. Ho notato che il piano pastorale della vostra Diocesi, per il triennio 2007-2010, dedica molta attenzione alla missione nei confronti della gioventù e della famiglia e sono certo che dall’itinerario di ascolto, di confronto, di dialogo e di verifica nel quale siete impegnati, scaturiranno una sempre maggiore cura delle famiglie e un puntuale ascolto delle reali attese delle nuove generazioni.

Ho presente i problemi che vi assillano, cari ragazzi e ragazze, e rischiano di soffocare gli entusiasmi tipici della vostra giovinezza. Tra questi, in particolare, cito il fenomeno della disoccupazione, che interessa in maniera drammatica non pochi giovani e ragazze del Mezzogiorno d’Italia. Non perdetevi d’animo!

Siate "giovani dal cuore grande", come vi è stato ripetuto spesso quest’anno a partire dalla Missione Diocesana Giovani, animata e guidata dal Seminario Regionale di Molfetta nel settembre scorso.

La Chiesa non vi abbandona. Voi non abbandonate la Chiesa! C’è bisogno del vostro apporto per costruire comunità cristiane vive, e società più giuste e aperte alla speranza. E se volete avere il "cuore grande", mettetevi alla scuola di Gesù. Proprio l’altro giorno abbiamo contemplato il suo Cuore grande e colmo di amore per l’umanità. Mai Egli vi abbandonerà o tradirà la vostra fiducia, mai vi condurrà per sentieri sbagliati.

Come Padre Pio, anche voi siate fedeli amici del Signore Gesù, intrattenendo con Lui un quotidiano rapporto mediante la preghiera e l’ascolto della sua Parola, l’assidua pratica dei Sacramenti e l’appartenenza cordiale alla sua famiglia, che è la Chiesa. Questo deve essere alla base del programma di vita di ciascuno di voi, cari giovani, come pure di voi, cari sacerdoti e di voi, cari religiosi e religiose. Per ciascuno e ciascuna assicuro la mia preghiera, mentre imploro la materna protezione di Santa Maria delle Grazie, che veglia su di voi dal suo Santuario nella cui cripta riposano le spoglie di Padre Pio. Di cuore vi ringrazio, ancora una volta, per la vostra accoglienza e vi benedico tutti, insieme alle vostre famiglie, comunità, parrocchie e all’intera vostra Diocesi. Grazie!

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Terminato l’incontro, il Papa scende nella chiesa inferiore dove compie una breve visita in privato e inaugura i mosaici curati dal "Centro Aletti" di Roma, diretto da P. Marko Ivan Rupnik, S.I.
Quindi, poco prima delle 19, il Santo Padre lascia in auto San Giovanni Rotondo per raggiungere l’aeroporto militare di Amendola (Foggia), da dove riparte in aereo alla volta di Ciampino (Roma) per rientrare poi in Vaticano
.

Il Papa alla Casa Sollievo della Sofferenza: "Chi può eliminare il potere del male è solo Dio"


VISITA DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO (21 GIUGNO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

DISCORSI ED OMELIE DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO

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VISITA PASTORALE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A SAN GIOVANNI ROTONDO, 21.06.2009

INCONTRO CON GLI AMMALATI E IL PERSONALE MEDICO DELLA CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA

Nel pomeriggio, prima di lasciare l’appartamento nella Casa Sollievo della Sofferenza, il Papa saluta brevemente gli Organizzatori della Visita, quindi raggiunge in auto l’ingresso dell’ospedale.
Alle ore 16.45, dinnanzi all’ingresso monumentale della Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, si svolge l’incontro con gli ammalati, il personale medico, paramedico e amministrativo, i dirigenti dell’ospedale e i familiari.
Introdotto dal saluto di S.E. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo eletto di Lecce, Amministratore Apostolico di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo; del Direttore Generale della struttura sanitaria, Dr. Domenico Crupi e di un’ammalata, il Papa rivolge ai presenti il seguente discorso:

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle,
cari ammalati
,

in questa mia visita a San Giovanni Rotondo, non poteva mancare una sosta nella Casa Sollievo della Sofferenza, ideata e voluta da san Pio da Pietrelcina quale "luogo di preghiera e di scienza dove il genere umano si ritrovi in Cristo Crocifisso come un solo gregge con un solo pastore".
Proprio per questo volle affidarla al sostegno materiale e soprattutto spirituale dei Gruppi di Preghiera, che qui hanno il centro della loro missione al servizio della Chiesa.

Padre Pio voleva che in questa attrezzata struttura sanitaria si potesse toccare con mano che l’impegno della scienza nel curare il malato non deve mai disgiungersi da una filiale fiducia verso Dio, infinitamente tenero e misericordioso. Inaugurandola, il 5 maggio del 1956, la definì "creatura della Provvidenza" e parlava di questa istituzione come di "un seme deposto da Dio sulla terra, che Egli riscalderà con i raggi del suo amore".

Eccomi, dunque, tra voi per ringraziare Iddio per il bene che, da più di cinquant’anni, fedeli alle direttive di un umile Frate Cappuccino, voi fate in questa "Casa Sollievo della Sofferenza", con riconosciuti risultati sul piano scientifico e medico. Non mi è purtroppo possibile, come pur desidererei, visitarne ogni padiglione e salutare uno ad uno i degenti insieme a coloro che di essi si prendono cura. Mi preme però far giungere a ciascuno - malati, medici, familiari, operatori sanitari e pastorali – una parola di paterno conforto e di incoraggiamento a proseguire insieme quest’opera evangelica a sollievo della vita sofferente, valorizzando ogni risorsa per il bene umano e spirituale degli ammalati e dei loro familiari.

Con questi sentimenti, saluto cordialmente voi tutti, a cominciare da voi, fratelli e sorelle che siete provati dalla malattia. Saluto poi i medici, gli infermieri e il personale sanitario ed amministrativo. Saluto voi, venerati Padri Cappuccini, che, come Cappellani, proseguite l’apostolato del vostro santo Confratello. Saluto i Presuli e, in primo luogo, l’Arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio, già Pastore di questa Diocesi e ora chiamato a guidare la comunità arcidiocesana di Lecce; gli sono grato per le parole che mi ha voluto indirizzare a vostro nome. Saluto poi, il Direttore Generale dell’Ospedale, il Dottor Domenico Crupi, e il rappresentante degli ammalati, e sono riconoscente per le gentili e cordiali espressioni che essi mi hanno poc'anzi rivolto, permettendomi di meglio conoscere quanto qui viene compiuto e lo spirito con cui voi lo realizzate.

Ogni volta che si entra in un luogo di cura, il pensiero va naturalmente al mistero della malattia e del dolore, alla speranza della guarigione e al valore inestimabile della salute, di cui ci si rende conto spesso soltanto allorché essa viene a mancare. Negli ospedali si tocca con mano la preziosità della nostra esistenza, ma anche la sua fragilità. Seguendo l’esempio di Gesù, che percorreva tutta la Galilea, "curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo" (Mt 4,23), la Chiesa, fin dalle sue origini, mossa dallo Spirito Santo, ha considerato un proprio dovere e privilegio stare accanto a chi soffre, coltivando un’attenzione preferenziale per i malati.

La malattia, che si manifesta in tante forme e colpisce in modi diversi, suscita inquietanti domande: Perché soffriamo? Può ritenersi positiva l'esperienza del dolore? Chi ci può liberare dalla sofferenza e dalla morte? Interrogativi esistenziali, che restano umanamente il più delle volte senza risposta, dato che il soffrire costituisce un enigma imperscrutabile alla ragione. La sofferenza fa parte del mistero stesso della persona umana. E’ quanto ho sottolineato nell’Enciclica Spe salvi, notando che "essa deriva, da una parte, dalla nostra finitezza, dall’altra, dalla massa di colpa che, nel corso della storia si è accumulata e anche nel presente cresce in modo inarrestabile". Ed ho aggiunto che "certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza... ma eliminarla completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità semplicemente perché… nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male… continuamente fonte di sofferenza" (cfr n.36).

Chi può eliminare il potere del male è solo Dio. Proprio per il fatto che Gesù Cristo è venuto nel mondo per rivelarci il disegno divino della nostra salvezza, la fede ci aiuta a penetrare il senso di tutto l'umano e quindi anche del soffrire. Esiste, quindi, un'intima relazione fra la Croce di Gesù - simbolo del supremo dolore e prezzo della nostra vera libertà - e il nostro dolore, che si trasforma e si sublima quando è vissuto nella consapevolezza della vicinanza e della solidarietà di Dio.

Padre Pio aveva intuito tale profonda verità e, nel primo anniversario dell’inaugurazione di quest’Opera, ebbe a dire che in essa "il sofferente deve vivere l’amore di Dio per mezzo della saggia accettazione dei suoi dolori, della serena meditazione del suo destino a Lui" (Discorso del 5 maggio 1957). Annotava ancora che nella Casa Sollievo "ricoverati, medici, sacerdoti saranno riserve di amore, che tanto più sarà abbondante in uno, tanto più si comunicherà agli altri" (ibid.).

Essere "riserve di amore": Ecco, cari fratelli e sorelle, la missione che questa sera il nostro Santo richiama a voi, che a vario titolo formate la grande famiglia di questa Casa Sollievo della Sofferenza.
Il Signore vi aiuti a realizzare il progetto avviato da Padre Pio con l’apporto di tutti: dei medici e dei ricercatori scientifici, degli operatori sanitari e dei collaboratori dei vari uffici, dei volontari e dei benefattori, dei Frati Cappuccini e degli altri Sacerdoti. Senza dimenticare i gruppi di preghiera che, "affiancati alla Casa del Sollievo, sono le posizioni avanzate di questa Cittadella della carità, vivai di fede, focolai d’amore" (Padre Pio, Discorso del 5 maggio 1966). Su tutti e ciascuno invoco l’intercessione di Padre Pio e la materna protezione di Maria, Salute dei malati. Grazie ancora per la vostra accoglienza e, mentre assicuro la mia preghiera per ciascuno di voi, di cuore tutti vi benedico.

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Il Papa: "All’intercessione della Madonna e di san Pio da Pietrelcina vorrei affidare in modo speciale l’Anno Sacerdotale..."


VISITA DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO (21 GIUGNO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

DISCORSI ED OMELIE DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO

ANNO SACERDOTALE (19 GIUGNO 2009-19 GIUGNO 2010): LO SPECIALE DEL BLOG



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Il Papa: "Come è stato per Gesù, la vera lotta, il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli non contro nemici terreni, bensì contro lo spirito del male" (Omelia del Santo Padre nel corso della Concelebrazione Eucaristica sul Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina, 21 giugno 2009)

VISITA PASTORALE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A SAN GIOVANNI ROTONDO, 21.06.2009

LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS SUL SAGRATO DELLA CHIESA DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Al termine della Santa Messa celebrata sul sagrato della chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, il Papa guida la recita dell’Angelus. Queste le parole del Santo Padre nell’introdurre la preghiera mariana:

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

al termine di questa solenne Celebrazione, vi invito a recitare con me – come ogni domenica – la preghiera mariana dell’Angelus.
Ma qui, nel santuario di san Pio da Pietrelcina, ci sembra di sentire la sua stessa voce, che ci esorta a rivolgerci con cuore di figli alla Vergine Santa: "Amate la Madonna e fatela amare".
Così egli ripeteva a tutti, e più delle parole valeva la testimonianza esemplare della sua profonda devozione alla Madre celeste. Battezzato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli di Pietrelcina col nome di Francesco, come il Poverello di Assisi nutrì sempre per la Vergine un amore tenerissimo. La Provvidenza lo condusse poi qui, a San Giovanni Rotondo, presso il Santuario di Santa Maria delle Grazie, dove è rimasto fino alla morte e dove riposano le sue spoglie mortali. Tutta la sua vita e il suo apostolato si sono svolti dunque sotto lo sguardo materno della Madonna e con la potenza della sua intercessione. Anche la Casa Sollievo della Sofferenza egli la considerava opera di Maria, "Salute dei malati".
Pertanto, cari amici, sull’esempio di Padre Pio, anch’io oggi voglio affidarvi tutti alla materna protezione della Madre di Dio. In modo particolare la invoco per la comunità dei Frati Cappuccini, per i malati dell’Ospedale e per quanti con amore se ne prendono cura, come pure per i Gruppi di Preghiera che portano avanti in Italia e nel mondo la consegna spirituale del Santo fondatore.

All’intercessione della Madonna e di san Pio da Pietrelcina vorrei affidare in modo speciale l’Anno Sacerdotale, che ho inaugurato venerdì scorso, Solennità del Sacro Cuore di Gesù. Sia esso un’occasione privilegiata per porre in luce il valore della missione e della santità dei sacerdoti al servizio della Chiesa e dell’umanità del terzo millennio!

Preghiamo quest’oggi anche per la situazione difficile e talora drammatica dei rifugiati. Si è celebrata proprio ieri la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite. Molte sono le persone che cercano rifugio in altri Paesi fuggendo da situazioni di guerra, persecuzione e calamità, e la loro accoglienza pone non poche difficoltà, ma è tuttavia doverosa. Voglia Iddio che, con l’impegno di tutti, si riesca il più possibile a rimuovere le cause di un fenomeno tanto triste.

Con grande affetto saluto tutti i pellegrini qui convenuti. Esprimo la mia riconoscenza alle Autorità civili e a quanti hanno collaborato alla preparazione della mia visita. Grazie di cuore! A tutti ripeto: camminate sulla via che Padre Pio vi ha indicato, la via della santità secondo il Vangelo del nostro Signore Gesù Cristo. Su questa via vi precederà sempre la Vergine Maria, e con mano materna vi guiderà alla patria celeste.

DOPO L’ANGELUS

Z San Giovanni Rotondo, z Sanktuarium świętego Ojca Pio z Pietrelciny, pozdrawiam serdecznie Polaków, a szczególnie uczestników uroczystości milenijnych ku czci świętego Brunona z Kwerfurtu, męczennika, którzy dzisiaj, w Giżycku, dziękują Bogu za dar wiary przyniesiony przez tego wielkiego Misjonarza. Niech jego starania o dobre relacje między narodami owocują duchem ich zgody i bliskości oraz gorliwością serc w głoszeniu Ewangelii. Z serca wszystkim błogosławię.

[Da San Giovanni Rotondo, presso il Santuario di San Pio da Pietrelcina, saluto cordialmente i Polacchi, particolarmente i partecipanti al millenario del martirio di san Bruno di Querfurt che oggi, a Giżycko, ringraziano Dio per il dono della fede portata da questo grande Missionario. Che il suo sforzo in favore dei buoni rapporti tra le nazioni fruttifichi nella loro concordia e nello zelo per l’annuncio del Vangelo. Tutti vi benedico di cuore.]

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Conclusa la Celebrazione eucaristica, il Papa raggiunge la Casa Sollievo della Sofferenza dove pranza e compie una sosta di riposo.

Come è stato per Gesù,la vera lotta,il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli non contro nemici terreni ma contro lo spirito del male


VISITA DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO (21 GIUGNO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

DISCORSI ED OMELIE DEL SANTO PADRE A SAN GIOVANNI ROTONDO

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Libretto della Celebrazione Eucaristica

Il Papa: "All’intercessione della Madonna e di san Pio da Pietrelcina vorrei affidare in modo speciale l’Anno Sacerdotale, che ho inaugurato venerdì scorso, Solennità del Sacro Cuore di Gesù" (Parole del Santo Padre alla recita dell'Angelus Domini sul Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina, 21 giugno 2009)

ALTRO TITOLO DEL POST

Il Papa a San Giovanni Rotondo: "Molti di voi, religiosi, religiose e laici, siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell’ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio. Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio, guardate a Padre Pio" (Omelia del Santo Padre nel corso della Concelebrazione Eucaristica sul Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina, 21 giugno 2009)

VISITA PASTORALE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A SAN GIOVANNI ROTONDO (21 GIUGNO 2009), 21.06.2009

VISITA PRIVATA AL SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE E VENERAZIONE DELLE SPOGLIE DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Il Santo Padre Benedetto XVI lascia questa mattina il Vaticano per la Visita Pastorale a San Giovanni Rotondo. A causa delle avverse condizioni atmosferiche, lo spostamento non avviene in elicottero, ma in aereo. Dall'aeroporto di Ciampino (Roma) il Papa raggiunge lo scalo militare di Amendola (Foggia), quindi si reca in auto presso il Campo sportivo "Antonio Massa" di San Giovanni Rotondo dove è accolto dalle Autorità politiche, civili ed ecclesiastiche.
Alle ore 10 il Santo Padre raggiunge in auto il sagrato del Santuario di Santa Maria delle Grazie e qui riceve il saluto di benvenuto da parte del Sindaco di San Giovanni Rotondo, Dr. Gennaro Giuliani e di S.E. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Arcivescovo eletto di Lecce, Amministratore Apostolico di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Nel Santuario, il Papa è accolto da Fra Mauro Jöhri, Ministro Generale dell’Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini, con il Definitorio Generale; fra Aldo Broccato, Ministro Provinciale; Fra Carlos M. Laborde, Guardiano del Convento; Fra Francesco Dileo, Rettore del Santuario, e dalla Fraternità dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Dopo l’Adorazione del Santissimo Sacramento, il Papa sale al primo piano del Convento per una breve visita della cella n. 1, dove è morto Padre Pio da Pietrelcina. Quindi scende nella cripta del Santuario per venerare le spoglie mortali di San Pio. Nella cripta, alla presenza della sola Fraternità dei Frati Minori Cappuccini, il Santo Padre accende due lampade, simbolo delle visite apostoliche di Papa Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI.

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA SUL SAGRATO DELLA CHIESA DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Alle ore 10.45, sul sagrato della chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, il Santo Padre Benedetto XVI presiede la Concelebrazione eucaristica.
Nel corso della Santa Messa, il Papa tiene la seguente omelia:

OMELIA DEL SANTO PADRE

Cari fratelli e sorelle!

Nel cuore del mio pellegrinaggio in questo luogo, dove tutto parla della vita e della santità di Padre Pio da Pietrelcina, ho la gioia di celebrare per voi e con voi l’Eucaristia, mistero che ha costituito il centro di tutta la sua esistenza: l’origine della sua vocazione, la forza della sua testimonianza, la consacrazione del suo sacrificio.
Con grande affetto saluto tutti voi, qui convenuti numerosi, e quanti sono con noi collegati mediante la radio e la televisione. Saluto, in primo luogo, l’Arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio, che, dopo anni di fedele servizio a questa Comunità diocesana, si appresta ad assumere la cura dell’Arcidiocesi di Lecce. Lo ringrazio cordialmente anche perché si è fatto interprete dei vostri sentimenti. Saluto gli altri Vescovi concelebranti. Un saluto speciale rivolgo ai Frati Cappuccini con il Ministro Generale, Fra Mauro Jöhri, il Definitorio Generale, il Ministro Provinciale, il Padre Guardiano del Convento, il Rettore del Santuario e la Fraternità Cappuccina di San Giovanni Rotondo. Saluto inoltre con riconoscenza quanti offrono il loro contributo nel servizio del Santuario e delle opere annesse; saluto le Autorità civili e militari; saluto i sacerdoti, i diaconi, gli altri religiosi e religiose e tutti i fedeli. Un pensiero affettuoso indirizzo a quanti sono nella Casa Sollievo della Sofferenza, alle persone sole e a tutti gli abitanti di questa vostra Città.

Abbiamo appena ascoltato il Vangelo della tempesta sedata, al quale è stato accostato un breve ma incisivo testo del Libro di Giobbe, in cui Dio si rivela come il Signore del mare. Gesù minaccia il vento e ordina al mare di calmarsi, lo interpella come se esso si identificasse con il potere diabolico. In effetti, secondo quanto ci dicono la prima Lettura e il Salmo 106/107, il mare nella Bibbia è considerato un elemento minaccioso, caotico, potenzialmente distruttivo, che solo Dio, il Creatore, può dominare, governare e tacitare.

C’è però un’altra forza - una forza positiva - che muove il mondo, capace di trasformare e rinnovare le creature: la forza dell’"amore del Cristo", "(VB0 J@ũ OD4FJ@ũ (2 Cor 5,14) - come la chiama san Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi - : non quindi essenzialmente una forza cosmica, bensì divina, trascendente.
Agisce anche sul cosmo ma, in se stesso, l’amore di Cristo è un potere "altro", e questa sua alterità trascendente, il Signore l’ha manifestata nella sua Pasqua, nella "santità" della "via" da Lui scelta per liberarci dal dominio del male, come era avvenuto per l’esodo dall’Egitto, quando aveva fatto uscire gli Ebrei attraverso le acque del Mar Rosso. "O Dio – esclama il salmista –, santa è la tua via… Sul mare la tua via, / i tuoi sentieri sulle grandi acque" (Sal 77/76,14.20). Nel mistero pasquale, Gesù è passato attraverso l’abisso della morte, poiché Dio ha voluto così rinnovare l’universo: mediante la morte e risurrezione del suo Figlio "morto per tutti", perché tutti possano vivere "per colui che è morto e risorto per loro" (2 Cor 5,16).

Il gesto solenne di calmare il mare in tempesta è chiaramente segno della signoria di Cristo sulle potenze negative e induce a pensare alla sua divinità: "Chi è dunque costui – si domandano stupiti e intimoriti i discepoli –, che anche il vento e il mare gli obbediscono?" (Mc 4,41).

La loro non è ancora fede salda, si sta formando; è un misto di paura e di fiducia; l’abbandono confidente di Gesù al Padre è invece totale e puro. Per questo Egli dorme durante la tempesta, completamente sicuro nelle braccia di Dio. Ma verrà il momento in cui anche Gesù proverà paura e angoscia: quando verrà la sua ora, sentirà su di sé tutto il peso dei peccati dell’umanità, come un’onda di piena che sta per rovesciarsi su di Lui. Quella sì, sarà una tempesta terribile, non cosmica, ma spirituale. Sarà l’ultimo, estremo assalto del male contro il Figlio di Dio.

Ma in quell’ora Gesù non dubitò del potere di Dio Padre e della sua vicinanza, anche se dovette sperimentare pienamente la distanza dell’odio dall’amore, della menzogna dalla verità, del peccato dalla grazia.
Sperimentò questo dramma in se stesso in maniera lacerante, specialmente nel Getsemani, prima dell’arresto, e poi durante tutta la passione, fino alla morte in croce. In quell’ora, Gesù da una parte fu un tutt’uno con il Padre, pienamente abbandonato a Lui; dall’altra, in quanto solidale con i peccatori, fu come separato e si sentì come abbandonato da Lui.

Alcuni Santi hanno vissuto intensamente e personalmente questa esperienza di Gesù. Padre Pio da Pietrelcina è uno di loro. Un uomo semplice, di origini umili, "afferrato da Cristo" (Fil 3,12) – come scrive di sé l’apostolo Paolo – per farne uno strumento eletto del potere perenne della sua Croce: potere di amore per le anime, di perdono e di riconciliazione, di paternità spirituale, di solidarietà fattiva con i sofferenti.

Le stigmate, che lo segnarono nel corpo, lo unirono intimamente al Crocifisso-Risorto.
Autentico seguace di san Francesco d’Assisi, fece propria, come il Poverello, l’esperienza dell’apostolo Paolo, così come egli la descrive nelle sue Lettere: "Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20); oppure: "In noi agisce la morte, in voi la vita" (2 Cor 5,12). Questo non significa alienazione, perdita della personalità: Dio non annulla mai l’umano, ma lo trasforma con il suo Spirito e lo orienta al servizio del suo disegno di salvezza.
Padre Pio conservò i propri doni naturali, e anche il proprio temperamento, ma offrì ogni cosa a Dio, che ha potuto servirsene liberamente per prolungare l’opera di Cristo: annunciare il Vangelo, rimettere i peccati e guarire i malati nel corpo e nello spirito.

Come è stato per Gesù, la vera lotta, il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli non contro nemici terreni, bensì contro lo spirito del male (cfr Ef 6,12).

Le più grandi "tempeste" che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con "l’armatura di Dio", con "lo scudo della fede" e "la spada dello Spirito, che è la parola di Dio" (Ef 6,11.16.17).
Rimanendo unito a Gesù, egli ha avuto sempre di mira la profondità del dramma umano, e per questo si è offerto e ha offerto le sue tante sofferenze, ed ha saputo spendersi per la cura ed il sollievo dei malati, segno privilegiato della misericordia di Dio, del suo Regno che viene, anzi, che è già nel mondo, della vittoria dell’amore e della vita sul peccato e sulla morte. Guidare le anime e alleviare la sofferenza: così si può riassumere la missione di san Pio da Pietrelcina, come ebbe a dire di lui anche il servo di Dio, il Papa Paolo VI: "Era un uomo di preghiera e di sofferenza" (Ai Padri Capitolari Cappuccini, 20 febbraio 1971).

Cari amici, Frati Minori Cappuccini, membri dei Gruppi di preghiera e fedeli tutti di San Giovanni Rotondo, voi siete gli eredi di Padre Pio e l’eredità che vi ha lasciato è la santità. In una sua lettera scrive: "Sembra che Gesù non abbia altra cura per le mani se non quella di santificare l’anima vostra" (Epist. II, p. 155). Questa era sempre la sua prima preoccupazione, la sua ansia sacerdotale e paterna: che le persone ritornassero a Dio, che potessero sperimentare la sua misericordia e, interiormente rinnovate, riscoprissero la bellezza e la gioia di essere cristiani, di vivere in comunione con Gesù, di appartenere alla sua Chiesa e praticare il Vangelo. Padre Pio attirava sulla via della santità con la sua stessa testimonianza, indicando con l’esempio il "binario" che ad essa conduce: la preghiera e la carità.

Prima di tutto la preghiera.
Come tutti i grandi uomini di Dio, Padre Pio era diventato lui stesso preghiera, anima e corpo. Le sue giornate erano un rosario vissuto, cioè una continua meditazione e assimilazione dei misteri di Cristo in unione spirituale con la Vergine Maria. Si spiega così la singolare compresenza in lui di doni soprannaturali e di concretezza umana. E tutto aveva il suo culmine nella celebrazione della santa Messa: lì egli si univa pienamente al Signore morto e risorto. Dalla preghiera, come da fonte sempre viva, sgorgava la carità. L’amore che egli portava nel cuore e trasmetteva agli altri era pieno di tenerezza, sempre attento alle situazioni reali delle persone e delle famiglie. Specialmente verso i malati e i sofferenti nutriva la predilezione del Cuore di Cristo, e proprio da questa ha preso origine e forma il progetto di una grande opera dedicata al "sollievo della sofferenza". Non si può capire né interpretare adeguatamente tale istituzione se la si scinde dalla sua fonte ispiratrice, che è la carità evangelica, animata a sua volta dalla preghiera.

Tutto questo, carissimi, Padre Pio ripropone oggi alla nostra attenzione. I rischi dell’attivismo e della secolarizzazione sono sempre presenti; perciò la mia visita ha anche lo scopo di confermarvi nella fedeltà alla missione ereditata dal vostro amatissimo Padre. Molti di voi, religiosi, religiose e laici, siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell’ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio. Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio, guardate a Padre Pio: al suo esempio, alle sue sofferenze; e invocate la sua intercessione, perché vi ottenga dal Signore la luce e la forza di cui avete bisogno per proseguire la sua stessa missione intrisa di amore per Dio e di carità fraterna.

E dal cielo continui egli ad esercitare quella squisita paternità spirituale che lo ha contraddistinto durante l’esistenza terrena; continui ad accompagnare i suoi confratelli, i suoi figli spirituali e l’intera opera che ha iniziato. Insieme a san Francesco, e alla Madonna, che ha tanto amato e fatto amare in questo mondo, vegli su voi tutti e sempre vi protegga. Ed allora, anche nelle tempeste che possono alzarsi improvvise, potrete sperimentare il soffio dello Spirito Santo che è più forte di ogni vento contrario e spinge la barca della Chiesa ed ognuno di noi. Ecco perché dobbiamo vivere sempre nella serenità e coltivare nel cuore la gioia rendendo grazie al Signore. "Il suo amore è per sempre" (Salmo resp.). Amen!

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sabato 20 giugno 2009

Scambio di lettere fra il Papa ed il Presidente tedesco, Horst Köhler: Solidarietà internazionale per l'Africa colpita dalla crisi


VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN CAMERUN E ANGOLA (17-23 MARZO 2009): LO SPECIALE DEL BLOG

IL PAPA E LA CRISI ECONOMICA: LO SPECIALE DEL BLOG

Scambio di lettere tra Benedetto XVI e il presidente della Repubblica Federale di Germania, Horst Köhler

Solidarietà internazionale per l'Africa colpita dalla crisi

I contenuti del viaggio apostolico in Africa compiuto nello scorso mese di marzo sono stati al centro di uno scambio epistolare tra Benedetto XVI >small 1e il presidente della Repubblica Federale di Germania, Horst Köhler. Pubblichiamo qui di seguito il testo della lettera del Papa.

Questa è la nostra traduzione italiana della lettera.

Dal Vaticano, 4 maggio 2009

Stimatissimo Signor Presidente Federale Köhler!

alla vigilia del mio primo Viaggio Apostolico in Africa ho ricevuto la Sua lettera, assai istruttiva, con la quale Ella mi informava dei Suoi numerosi incontri con persone del continente a noi vicino e mi partecipava le Sue idee sullo sviluppo dell'Africa e le Sue prospettive circa il futuro di quel continente.
Le Sue riflessioni mi hanno accompagnato durante il mio viaggio. Ora, dopo il mio rientro, posso confermare con piena convinzione le Sue esperienze: L'Africa è un continente giovane, pieno di gioia di vita e di fiducia, con un enorme potenziale di creatività. Certo, gli interessi stranieri e le tensioni della sua propria storia gravano ancora sul presente e minacciano l'avvenire. Ma la fede viva, la fresca forza morale e la crescente competenza intellettuale creano un clima di speranza che resiste alle sfide e ne rende possibile il superamento.
Grazie alle visite Ad-limina, negli ultimi quattro anni ho potuto avere colloqui personali già con la maggior parte dei Vescovi africani sullo stato delle loro rispettive Diocesi e farmi un'idea della situazione di esse. Quest'autunno, a Roma, il Sinodo dei Vescovi africani sul tema La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace: "Voi siete il sale della terra ... Voi siete la luce del mondo" (Mt 5, 13-14) offrirà l'occasione per un ampio scambio di idee e per la creazione di un comune programma pastorale.
La fede può offrire un contributo decisivo per l'interiore e necessaria formazione umana. Al riguardo, a Yaoundé ho citato una parola di Lattanzio, scrittore ecclesiastico africano del quarto secolo: "Il primo dovere della giustizia è riconoscere l'uomo come un fratello. Infatti, se lo stesso Dio ci ha fatti e ci ha generati tutti nella stessa condizione, in vista della giustizia e della vita eterna, noi siamo sicuramente uniti da legami di fraternità: chi non li riconosce è ingiusto".
In tal senso la Chiesa cerca di formare le coscienze e di operare quasi dall'interno affinché gli africani, come protagonisti dello sviluppo dei loro Paesi, usino i loro numerosi doni a favore dell'edificazione della società e della pace. Un comportamento onesto e solidale che non ceda alla legge del più forte e non cerchi soltanto il proprio interesse è infatti come una speranza che agisce, un seme che porta già in sé un futuro migliore. In tale contesto è richiesto anche l'appoggio della comunità internazionale non malgrado, bensì proprio a motivo dell'attuale crisi finanziaria ed economica che tocca particolarmente l'Africa e i Paesi più poveri.
Ognuno di noi è pensato, voluto e amato da Dio. Su questa base ho anche potuto incoraggiare la Chiesa in Africa a continuare ad assistere le vittime della violenza e delle malattie come l'Aids, la malaria e la tubercolosi e a lottare efficacemente contro tali terribili flagelli. Ispirati da un autentico umanesimo, la cui misura perfetta è Gesù Cristo, i cristiani presteranno anche in futuro il loro servizio negli ospedali e nelle scuole, ed accanto a loro ci saranno numerose persone di buona volontà. In questo senso ho potuto dire che la Chiesa, suscitando nei cuori degli uomini l'amore verso i sofferenti e la disponibilità ad aiutare, fa molto di più contro le malattie devastanti che tante altre istituzioni.
L'incontro con i nostri fratelli e sorelle africani e, in modo particolare, con i bambini e con i giovani, mi ha fatto bene. Spero e prego che lo scambio interpersonale e la collaborazione internazionale continuino a crescere e portino abbondanti benedizioni agli uomini di tutti i continenti, specialmente all'Africa.
Con l'espressione della mia alta considerazione e con i migliori auguri di benedizione per Lei e per Sua famiglia.

BENEDETTO PP. XVI

© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana

(©L'Osservatore Romano - 21 giugno 2009)

L'enorme energia di un giovane continente

Questo è il testo delle lettera inviata al Papa dal presidente Köhler.

Ecco una nostra traduzione italiana della lettera.

Berlino, 4 marzo 2009

Vostra Santità,

sono molto lieto del fatto che Ella, nel mese di marzo, intraprenderà il Suo primo viaggio in Africa. Ciò è un buon segnale per le popolazioni dell'Africa.
Proprio nella crisi attuale e sullo sfondo della necessaria riorganizzazione dell'ordine mondiale, è importante che non perdiamo di vista il continente africano.
Volutamente ho posto io stesso uno degli accenti del mio lavoro sullo sviluppo di una nuova collaborazione tra partner con l'Africa. Penso che il futuro dell'umanità del nostro mondo si decida sul destino dell'Africa. Per me è del tutto evidente che possiamo risolvere i problemi del nostro tempo solo coinvolgendo anche l'Africa. Ciò vale sia per il superamento della crisi finanziaria, sia per la gestione delle conseguenze del cambiamento del clima. Sono convinto che noi europei possiamo trarre vantaggio, in modo diretto, da una collaborazione approfondita con l'Africa. Con ciò non si tratta soltanto della questione delle materie prime, di sbocchi e altri interessi economici. Si tratta pure della ricchezza culturale, delle tradizioni e della creatività degli africani. Chi si apre all'Africa e alla sua gente, sperimenta un arricchimento. Ma l'aiuto per l'Africa è anche un imperativo della carità cristiana.
Sono profondamente colpito dal modo attraverso il quale le tradizioni africane contribuiscano alla riconciliazione, all'equilibrio e alla pace, di come la coesione familiare aiuti a superare anche fasi di travaglio o di sconvolgimenti, di come la mobilità, spesso forzata a causa del bisogno, nell'epoca della globalizzazione possa trasformarsi in un vero vantaggio, o di come, in Africa, grazie ad un'immensa forza ed energia culturale, si creino novità senza negare le radici del passato. Non da ultimo, sono stato sempre di nuovo colpito anche dalla genuina gioia di vita delle popolazioni in Africa.
La ricchezza più importante dell'Africa è senza dubbio il potenziale costituito dalla sua gioventù. Pertanto, l'obiettivo centrale della collaborazione dovrebbe portare ad un miglioramento radicale delle opportunità educative e delle possibilità di occupazione sul posto. Possiamo e dovremmo anche offrire più occasioni per l'incontro tra i giovani. Inoltre, con la promozione di programmi di scambio, si offrono delle possibilità di cui anche i nostri giovani possono trarre vantaggio.
Ho incontrato molti giovani africani che hanno idee assai concrete di come potrebbe realizzarsi un futuro positivo per il nostro pianeta. Vogliono coinvolgersi attivamente per impegnarsi per questo futuro, insieme con i loro coetanei in Europa, Asia e America. Due anni fa, in occasione dell'Africa forum in Ghana, organizzato personalmente insieme al Presidente Kufuor, giovani africani e tedeschi hanno espresso questo desiderio in modo impressionante nella Dichiarazione di Accra. Mi sono permesso a quel tempo di inviarLe una copia di questa Dichiarazione. Spero vivamente che Ella possa essere colpito in modo simile dagli incontri con giovani africani, come è avvenuto per me.
Sono dispiaciuto che le nostre attuali informazioni sull'Africa siano, purtroppo, ancora determinate da pregiudizi e che sappiamo davvero troppo poco circa i progressi già realizzatisi nel continente africano. In Africa molte cose sono cambiate, molte altre sono in movimento, creandosi così un'Africa nuova. In occasione di numerose visite in Africa e durante i miei forum di discussione con Presidenti africani e rappresentanti della società civile, ho ripetutamente fatto l'esperienza di come oggi gli africani parlino con una nuova coscienza di sé. Riconoscono e valutano i propri problemi e le cause di essi e sviluppano i loro approcci alle soluzioni. Tutto questo, secondo me, ci pone in una condizione rilevante per convincere i nostri cittadini dei Paesi più industrializzati del fatto che sia possibile e conveniente un aiuto a favore dell'iniziativa personale in Africa.
In questo contesto è degna di nota anche la franchezza, con la quale gli interlocutori africani individuano ed affrontano anche gli squilibri presenti nel nostro rapporto. Lo stesso vale per le contraddizioni insite nella politica dei Paesi industrializzati. In questo contesto molto spesso si menzionano le sovvenzioni per l'agricoltura e la politica in materia di pesca dell'Unione Europea. Se prendiamo sul serio una collaborazione fra partner, dobbiamo pertanto anche occuparci più seriamente della domanda su che cosa vada cambiato sul nostro versante, affinché lo sviluppo dell'Africa possa svolgersi in modo positivo e duraturo.
Non si può negare che i problemi in Africa siano molto complessi. Ciò si manifesta ben presto a chi visita il nostro vicino continente. Sono tuttavia convinto che la visita e soprattutto i colloqui pazienti valgano la pena. Già la dimostrazione ai nostri partner africani che siamo capaci di ascoltare, ci fa fare un primo passo importante verso il superamento degli squilibri, affrontando le contraddizioni.
So che la gente del Camerun, dell'Angola e dell'intero continente africano attende la Sua visita con grande gioia. Le auguro un viaggio pieno di successo ed appagante anche per Lei personalmente.
Suo Horst Köhler

(©L'Osservatore Romano - 21 giugno 2009)