giovedì 3 luglio 2008

Appello del Papa in un videomessaggio ai vescovi colombiani: "Basta con violenze, sequestri ed estorsioni in Colombia"


(Ingrid Betancourt, appena liberata, con la madre Yolanda Pulecio)

Vedi anche:

Il Papa prega per la cessazione della violenza in Colombia in un videomessaggio ai presuli del Paese riuniti in Assemblea plenaria (Zenit)

Appello del Papa in un videomessaggio alla Conferenza episcopale riunita in assemblea plenaria nel centenario dell'istituzione

Basta con violenze, sequestri ed estorsioni in Colombia

Il Papa "prega ardentemente Dio" affinché in Colombia terminino quanto prima "la violenza, i sequestri e le estorsioni". L'appello di Benedetto XVI è stato trasmesso l'1 luglio, attraverso un videomessaggio, all'ottantacinquesima assemblea plenaria della Conferenza episcopale del Paese, nel centenario della sua istituzione.

Señores Cardenales...

Ecco una traduzione del messaggio del Pontefice:

Signori Cardinali,
Signor Presidente della Conferenza
Episcopale della Colombia,
Cari Fratelli nell'Episcopato
,

Con grande affetto vi saluto fraternamente con le parole stesse di San Paolo: "Grazia e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo" (Fil 1, 2). Con lui vi dico anche che: "ogni volta che io mi ricordo di voi, ringrazio il mio Dio. Quando prego per voi, lo faccio sempre con gioia, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del Vangelo" (Fil 1, 3-5).
Siete riuniti nell'ottantacinquesima Assemblea Plenaria della vostra Conferenza Episcopale e celebrate con gratitudine al Signore i cento anni di quella veneranda istituzione, che promuove l'affetto collegiale e vi aiuta ad esercitare in modo concorde e ben coordinato alcune funzioni pastorali, dando così slancio in modo armonico alla vita cristiana nell'intero Paese.

Mi unisco di cuore a questa significativa commemorazione, sapendo che la Conferenza Episcopale della Colombia, nata nel 1908 per disposizione del Primo Concilio Plenario dell'America Latina, ha dato costante impulso alla missione evangelizzatrice della Chiesa in quella cara Nazione, ricercando vie e metodi adeguati a rafforzare la vita ecclesiale in quelle terre e ad incoraggiare i battezzati a rispondere con generosità alla vocazione alla santità che è loro propria.

È opportuno ricordare e ringraziare Dio in questi momenti per gli insigni Pastori che hanno fatto parte di quella Conferenza in questo secolo di cammino. Sono per tutti una testimonianza eloquente di zelo apostolico e di preclare virtù, che invitano a continuare a rispondere con sollecita dedizione, fede salda e rinnovato ardore alle sfide che oggi si presentano alla Chiesa nella loro Patria.
Cari fratelli nell'Episcopato, il momento attuale è una occasione provvidenziale per raccogliere il testimone da coloro che ci hanno preceduto e aiutare i nostri fratelli a rinsaldare l'amicizia con Gesù Cristo, ad accogliere la Sua Parola con purezza di cuore, a celebrare con gioia i sacramenti e a servire tutti con entusiasmo, in particolare i più svantaggiati, recando loro un messaggio di pace, giustizia e riconciliazione.

Come Pastori della Chiesa il nostro compito è di precedere e guidare per la retta via il Popolo di Dio, che ha bisogno di vedere in noi autentici uomini di Dio e di sapere che preghiamo ogni giorno per le loro preoccupazioni, sofferenze, sforzi e inquietudini. Come discepoli, ascoltiamo, impariamo e seguiamo il Maestro e, come apostoli e missionari, aiutiamo coloro che ci sono vicini, e anche quanti sono lontani, a trovare in Cristo la pienezza di vita che tanto bramano.

Desidero dirvi che in questo lavoro non siete soli.

Vi accompagno con la mia preghiera e vicinanza spirituale negli sforzi che state compiendo affinché il Vangelo risuoni in ogni luogo della terra colombiana attraverso le iniziative avviate nel campo della pastorale educativa e universitaria, nella cura che dedicate ai carcerati, agli ammalati, agli anziani, agli indigeni, ai lavoratori, agli sfollati, ai giovani e alle famiglie.
Con la certezza che state gettando solide fondamenta per un futuro promettente, e per il bene di tutta la Chiesa, vi incoraggio inoltre a intensificare l'attenzione che prestate ai sacerdoti, seminaristi, missionari, religiosi e religiose, e a dare nuovo slancio ai diversi programmi di formazione di catechisti, laici e operatori pastorali.

Non posso neanche dimenticare l'attenzione che ponete nell'essere uomini di concordia, né le vostre continue esortazioni affinché cessino le violenze, i sequestri, le estorsioni che subiscono molti figli di quella amata terra. Prego ardentemente Dio affinché terminino quanto prima queste situazioni che hanno causato tanto dolore e affinché in Colombia possa regnare una pace stabile e giusta, in un clima di speranza e di benessere.

Lasciatemi esprimere un ricordo speciale per i Vescovi emeriti, ai quali vi prego di trasmettere la mia stima e riconoscenza, sentimenti che mi è grato estendere ai sacerdoti, religiosi e laici che collaborano con voi a diverso titolo negli ambiti di lavoro della Conferenza.
Pongo sotto la materna protezione di Nostra Signora di Chiquinquirá le diverse attività che avete preparato quest'anno per sottolineare questa ricorrenza, soprattutto il iv Congresso Nazionale di Riconciliazione e la "Expocatólica", che avranno luogo nel prossimo mese di agosto. Al Suo Cuore Immacolato affido anche le intenzioni di tutti voi, come quelle delle vostre comunità diocesane e di tutto l'amato popolo colombiano. Con questi sentimenti e auspici e come pegno di abbondanti favori celesti, impartisco a tutti una speciale Benedizione Apostolica.

© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana

(©L'Osservatore Romano - 3 luglio 2008)

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