2 anni fa
domenica 8 luglio 2012
Il Papa: In effetti, l’uomo Gesù di Nazareth è la trasparenza di Dio, in Lui Dio abita pienamente. E mentre noi, anche noi, cerchiamo sempre altri segni, altri prodigi, non ci accorgiamo che il vero Segno è Lui, Dio fatto carne, è Lui il più grande miracolo dell’universo: tutto l’amore di Dio racchiuso in un cuore umano, in un volto d’uomo
ANGELUS: AUDIO INTEGRALE DI RADIO VATICANA
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Il Papa all’Angelus: non cercare sempre segni e prodigi, è Gesù il più grande miracolo dell’universo
Il Papa: Non mettete Dio in disparte, in questo periodo di vacanza
Il Papa: la familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina (AsiaNews)
Benedetto XVI: "Nessuno è profeta in patria"
Il Papa: la chiusura dei cuori rimane impenetrabile. Sono contento di essere a Castel Gandolfo (Izzo)
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 08.07.2012
Dal pomeriggio di martedì 3 luglio, il Santo Padre Benedetto XVI si trova nella residenza pontificia di Castel Gandolfo per trascorrere il periodo di riposo estivo.
Alle ore 12 di oggi , il Papa si affaccia al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e recita l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:
PRIMA DELL’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle!
(canto)
Ringraziamo i ragazzi di Dresda che hanno cantato così bene!
Vorrei soffermarmi brevemente sul brano del Vangelo di questa domenica, un testo da cui è tratto il celebre detto «Nemo propheta in patria», cioè nessun profeta è bene accetto tra la sua gente, che lo ha visto crescere (cfr Mc 6,4). In effetti, dopo che Gesù, a circa trent’anni, aveva lasciato Nazareth e già da un po’ di tempo era andato predicando e operando guarigioni altrove, ritornò una volta al suo paese e si mise ad insegnare nella sinagoga. I suoi concittadini «rimanevano stupiti» per la sua sapienza e, conoscendolo come il «figlio di Maria», il «falegname» vissuto in mezzo a loro, invece di accoglierlo con fede si scandalizzavano di Lui (cfr Mc 6,2-3). Questo fatto è comprensibile, perché la familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina. Che questo falegname sarebbe figlio di Dio è difficile crederlo, per loro. Gesù stesso porta come esempio l’esperienza dei profeti d’Israele, che proprio nella loro patria erano stati oggetto di disprezzo, e si identifica con essi.
A causa di questa chiusura spirituale, Gesù non poté compiere a Nazareth «nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì» (Mc 6,5). Infatti, i miracoli di Cristo non sono esibizione di potenza, ma segni dell’amore di Dio, che si attua là dove incontra la fede dell’uomo, è una reciprocità. Scrive Origene: «Allo stesso modo che per i corpi esiste un’attrazione naturale da parte di alcuni verso altri, come del magnete verso il ferro … così tale fede esercita un’attrazione sulla potenza divina» (Commento al Vangelo di Matteo 10, 19).
Dunque, sembra che Gesù si faccia – come si dice – una ragione della cattiva accoglienza che incontra a Nazareth. Invece, alla fine del racconto, troviamo un’osservazione che dice proprio il contrario. Scrive l’Evangelista che Gesù «si meravigliava della loro incredulità» (Mc 6,6).
Allo stupore dei concittadini, che si scandalizzano, corrisponde la meraviglia di Gesù. Anche Lui, in un certo senso, si scandalizza! Malgrado sappia che nessun profeta è bene accetto in patria, tuttavia la chiusura del cuore della sua gente rimane per Lui oscura, impenetrabile: come è possibile che non riconoscano la luce della Verità? Perché non si aprono alla bontà di Dio, che ha voluto condividere la nostra umanità? In effetti, l’uomo Gesù di Nazareth è la trasparenza di Dio, in Lui Dio abita pienamente. E mentre noi, anche noi, cerchiamo sempre altri segni, altri prodigi, non ci accorgiamo che il vero Segno è Lui, Dio fatto carne, è Lui il più grande miracolo dell’universo: tutto l’amore di Dio racchiuso in un cuore umano, in un volto d’uomo.
Colei che ha compreso veramente questa realtà è la Vergine Maria, beata perché ha creduto (cfr Lc 1,45). Maria non si è scandalizzata di suo Figlio: la sua meraviglia per Lui è piena di fede, piena d’amore e di gioia, nel vederlo così umano e insieme così divino. Impariamo da lei, quindi, nostra Madre nella fede, a riconoscere nell’umanità di Cristo la perfetta rivelazione di Dio.
DOPO L’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle, sono lieto di accogliervi qui a Castel Gandolfo, dove sono giunto da alcuni giorni. Saluto cordialmente la comunità locale e auguro a tutte le famiglie di poter avere un momento di riposo e di ricarica fisica e spirituale.
E saluto con affetto, provenienti da vari Paesi, le Suore di Santa Elisabetta che stanno vivendo uno speciale incontro a dieci anni dalla loro Professione perpetua. Care Sorelle, il Signore vi rinnova profondamente nel suo amore!
Je suis heureux d’accueillir les pèlerins francophones et plus particulièrement les Sœurs Adoratrices du Saint-Sacrement venant du Sénégal et du Congo, et les jeunes de l’Aumônerie du Golfe de Saint-Tropez. En cette période estivale, ne mettez pas Dieu en vacances, pensez à prier et à aller à la messe le dimanche ! Que la Vierge Marie, modèle du cœur qui écoute, nous accompagne sur nos routes humaines ! Bon dimanche et bonne semaine à tous !
I am happy to welcome all the English-speaking pilgrims and visitors present at this Angelus prayer, including the participants in the International Course for Seminary Formators organized by the Pontifical Athenaeum Regina Apostolorum. In today’s Gospel Jesus reminds us that if we live with an open and simple heart, nourished by true faith, we can recognize the presence of God in our lives and follow his holy will. I wish you a pleasant stay in Castel Gandolfo and a blessed Sunday!
Ein herzliches „Grüß Gott" sage ich allen deutschsprachigen Gästen hier in Castel Gandolfo, besonders den Dresdner Kapellknaben – herzlichen Dank für den wunderbaren Gesang! Schöne Zeit in Castel Gandolfo! Im heutigen Evangelium hören wir von der Ablehnung Jesu in seiner Heimat. Die Menschen waren nicht bereit, Christus anzuerkennen – sie sagen, das ist doch einer von uns, was will er denn? Und so ist ihr Herz verschlossen, er kann nicht in sie eindringen, sie nehmen es nicht an. Bei uns ist auch die Gefahr, dass wir sagen: Wir sind Christen, wir wissen schon alles und interessieren uns nicht mehr dafür. Wir wollen den Herrn bitten, dass er diese Trägheit und Verschlossenheit des Herzens von uns nimmt und wollen diese Ferienzeit nutzen, mehr inwendig bei Christus zu verweilen, um von ihm Wegweisung für unser Leben zu empfangen und seine göttliche Macht zu bezeugen. Der Herr schenke euch eine gute Zeit und Erholung an Leib und Seele.
Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, y de modo especial a las Siervas de María Ministras de los Enfermos. Nos dice el evangelio de este domingo que Jesús no pudo hacer muchos milagros en su pueblo de Nazaret, extrañándose de su falta de fe. Pidámosle a la Virgen María que interceda por nosotros para que aumente nuestra fe, y sepamos reconocer en la humanidad de Cristo la perfecta revelación de Dios. Muchas gracias y feliz domingo.
Witam przybyłych do Castel Gandolfo Polaków. Pozdrawiam uczestników pielgrzymki Rodziny Radia Maryja zebranych na Jasnej Górze, którzy modlą się za Ojczyznę, za rodziny, o wolność słowa. Pozdrawiam też młodych stypendystów Fundacji „Dzieło Nowego Tysiąclecia", zgromadzonych w Lublinie. Wraz z wyznawcami różnych religii, na terenie byłego Obozu Koncentracyjnego na Majdanku, będą się modlić dzisiaj wieczorem o pokój. Włączam się duchowo w te wydarzenia, upraszam dobro i pokój dla świata, Polski i każdego z was. Z serca wszystkim błogosławię.
[Do' il mio benvenuto ai Polacchi venuti a Castel Gandolfo. Saluto i partecipanti al pellegrinaggio della Famiglia di Radio Maria, radunati a Jasna Góra (Częstochowa), i quali pregano per la Patria, per le famiglie e per la libertà di espressione. Saluto anche i giovani borsisti della Fondazione "Opera del Nuovo Millennio" riuniti a Lublin: insieme con credenti di diverse religioni, nell’ex Campo di Concentramento di Majdanek, stasera eleveranno preghiere per la pace. Mi unisco spiritualmente a questi eventi, imploro il bene e la pace per il mondo, per la Polonia e per ognuno di voi. Vi benedico di cuore.]
E rivolgo infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai bambini della Scuola materna parrocchiale di Verdellino, in diocesi di Bergamo. A tutti auguro una buona domenica, buona settimana. Auguri! Buona domenica!
© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana
mercoledì 4 luglio 2012
Il Papa al card. Bertone: Avendo notato con rammarico le ingiuste critiche levatesi verso la Sua persona, intendo rinnovarLe l’attestazione della mia personale fiducia
CORVI E VELENI. L'ARRESTO DELL'AIUTANTE DI CAMERA DEL SANTO PADRE. ARTICOLI, NOTIZIE E COMMENTI
LETTERA DEL SANTO PADRE ALL’EM.MO CARD. TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, 04.07.2012
Pubblichiamo di seguito la Lettera che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato all’Em.mo Card. Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato, prima di partire per il soggiorno estivo a Castel Gandolfo:
LETTERA DEL SANTO PADRE
Al Venerato e Caro Fratello
il Signor Cardinale Tarcisio Bertone
Alla vigilia della partenza per il soggiorno estivo a Castel Gandolfo, desidero esprimerLe profonda riconoscenza per la Sua discreta vicinanza e per il Suo illuminato consiglio, che ho trovato di particolare aiuto in questi ultimi mesi.
Avendo notato con rammarico le ingiuste critiche levatesi verso la Sua persona, intendo rinnovarLe l’attestazione della mia personale fiducia, che già ebbi modo di manifestarLe con la Lettera del 15 gennaio 2010, il cui contenuto rimane per me immutato.
Nell’affidare il Suo ministero alla materna intercessione della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, mi è gradito inviarLe, insieme con il fraterno saluto, la Benedizione Apostolica, in pegno di ogni desiderato bene.
Dal Vaticano, 2 luglio 2012.
BENEDICTUS PP. XVI
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domenica 1 luglio 2012
Il Papa: A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona
ANGELUS: AUDIO INTEGRALE DI RADIO VATICANA
Vedi anche:
Il sottosegretario Cardinale: sui medici il Papa ha ragione (Izzo)
In margine alle parole del Pontefice sugli operatori sanitari all'Angelus di domenica scorsa (Adelfio Elio Cardinale)
Il Papa: Gesù è venuto a guarire il cuore dell'uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in lui
Il Papa: i medici siano come Gesù che si china sulla sofferenza umana. La fede guarisce tutta la persona, corpo ed anima (Izzo)
Una fede più salda. Le parole del Papa all'Angelus (Sir)
Benedetto XVI: "Gesù si china sulla sofferenza umana"
Il Papa: nelle vacanze dedichiamo più tempo a Dio ed agli uomini (Izzo)
Il Papa: Chiediamo a Dio tante guarigioni, ma soprattutto una fede sempre più salda (AsiaNews)
No a una visione puramente orizzontale e materialista della vita: così il Papa all’Angelus, con un appello a curare i malati con “l’attenzione del cuore” (Radio Vaticana)
Il Papa: Gesù è venuto a guarire l'uomo e chiede la fede
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 01.07.2012
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Il Papa: Gesù è venuto a guarire l'uomo e chiede la fede
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 01.07.2012
Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro. Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:
PRIMA DELL’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle,
nell’odierna domenica, l’evangelista Marco ci presenta il racconto di due guarigioni miracolose che Gesù compie in favore di due donne: la figlia di uno dei capi della Sinagoga, di nome Giàiro, ed una donna che soffriva di emorragìa (cfr Mc 5,21-43).
Sono due episodi in cui sono presenti due livelli di lettura; quello puramente fisico: Gesù si china sulla sofferenza umana e guarisce il corpo; e quello spirituale: Gesù è venuto a guarire il cuore dell’uomo, a donare la salvezza e chiede la fede in Lui.
Nel primo episodio, infatti, alla notizia che la figlioletta di Giàiro è morta, Gesù dice al capo della Sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!» (v. 36), lo prende con sé dove stava la bambina ed esclama: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!» (v. 41). Ed essa si alzò e si mise a camminare. San Girolamo commenta queste parole, sottolineando la potenza salvifica di Gesù: «Fanciulla, alzati per me: non per merito tuo, ma per la mia grazia. Alzati dunque per me: il fatto di essere guarita non è dipeso dalle tue virtù» (Omelie sul Vangelo di Marco, 3). Il secondo episodio, quello della donna affetta da emorragie, mette nuovamente in evidenza come Gesù sia venuto a liberare l’essere umano nella sua totalità. Infatti, il miracolo si svolge in due fasi: prima avviene la guarigione fisica, ma questa è strettamente legata alla guarigione più profonda, quella che dona la grazia di Dio a chi si apre a Lui con fede. Gesù dice alla donna: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male!» (Mc 5,34).
Questi due racconti di guarigione sono per noi un invito a superare una visione puramente orizzontale e materialista della vita.
A Dio noi chiediamo tante guarigioni da problemi, da necessità concrete, ed è giusto, ma quello che dobbiamo chiedere con insistenza è una fede sempre più salda, perché il Signore rinnovi la nostra vita, e una ferma fiducia nel suo amore, nella sua provvidenza che non ci abbandona.
Gesù che si fa attento alla sofferenza umana ci fa pensare anche a tutti coloro che aiutano gli ammalati a portare la loro croce, in particolare i medici, gli operatori sanitari e quanti assicurano l’assistenza religiosa nelle case di cura. Essi sono «riserve di amore», che recano serenità e speranza ai sofferenti. Nell’Enciclica Deus caritas est osservavo che, in questo prezioso servizio, occorre innanzitutto la competenza professionale - essa è una prima fondamentale necessità - ma questa da sola non basta. Si tratta, infatti, di esseri umani, che hanno bisogno di umanità e dell'attenzione del cuore. «Perciò, oltre alla preparazione professionale, a tali operatori è necessaria anche, e soprattutto, la “formazione del cuore”: occorre condurli a quell'incontro con Dio in Cristo che susciti in loro l'amore e apra il loro animo all'altro» (n. 31).
Chiediamo alla Vergine Maria di accompagnare il nostro cammino di fede e il nostro impegno di amore concreto specialmente verso chi è nel bisogno, mentre invochiamo la sua materna intercessione per i nostri fratelli che vivono una sofferenza nel corpo o nello spirito.
DOPO L’ANGELUS
Chers frères et sœurs, je salue avec joie les pèlerins de langue française, et tout particulièrement les Amis de Sainte-Véronique du Liban. Pendant cette période estivale, je vous invite à savoir prendre du temps pour Dieu. Sachez témoigner de sa présence au milieu de nous. Soyez des porteurs de sa miséricorde et de sa tendresse à chacun de ceux qu’il vous est donné de rencontrer, plus particulièrement à ceux qui souffrent. À l’exemple de la Vierge Marie, laissons de côté nos peurs et nos doutes et soyons fiers de témoigner de notre foi! Bon dimanche à tous!
I welcome the English-speaking visitors gathered for this Angelus prayer. In today’s Gospel, Jesus restores life to a little girl in response to the faith-filled prayer of her father. In this miracle may we see an invitation to grow in our own faith, to trust in the Lord’s promise of abundant life, and to pray for all those in need of his healing touch. Upon you and your families I invoke God’s blessings of wisdom, joy and peace!
Mit Freude grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Immer wieder berichtet das Markusevangelium, dem wir in diesem Lesejahr folgen, wie Jesus Menschen heilt und zum Leben erweckt, die von den anderen isoliert und aufgegeben worden sind. Gottes Liebe schenkt Leben und Gemeinschaft. Wir werden allerdings nur dann wirklich beschenkt, wenn wir selber Schenkende sind. Nur indem wir schenken, nur indem wir loslassen und auch Opfer bringen, empfangen wir, was wir durch nichts verdienen können. Der Heilige Geist leite euch und gebe euch sein Licht, um für das Gute offen zu sein und es zu tun.
Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los jóvenes de la Parroquia de San Agustín de Guadalix. En el evangelio de hoy, Jesús le dice a Jairo: «No temas; basta que tengas fe», y tomando de la mano a su hija le devuelve la vida. Queridos hermanos, gracias a la fe, Jesús nos hace participar en su misma vida divina. Que este tiempo de vacaciones sea una oportunidad para fortalecer la fe, a través de la oración y la caridad. Feliz domingo.
Saúdo cordialmente os fiéis brasileiros de Umuarama e Paranavaí e demais peregrinos de língua portuguesa, sobre cujos passos e compromissos cristãos imploro, pela intercessão da Virgem Mãe, as maiores bênçãos divinas. Deixai Cristo tomar posse da vossa vida, para serdes cada vez mais vida e presença de Cristo! Ide com Deus.
Lepo pozdravljam romarje iz Slovenije! Med njimi ste tudi dekleta iz skupine «Splendor Gloriae» duhovne družine «Delo» v Vogljah. Želim vam, da ostanete po zgledu Marije in prvih kristjanov zveste v veri. Tako boste priče za Jezusa in drugim odsev Božje ljubezni. Vas in vaše družine naj spremlja moj blagoslov!
[Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini provenienti dalla Slovenia, tra cui le ragazze del gruppo «Splendor Gloriae» di Voglje, appartenente alla Famiglia Spirituale «L'Opera». Sull’esempio di Maria e dei primi cristiani rimaniate sempre fedeli, affinché siate testimoni di Gesù e per gli altri un riflesso dell’amore di Dio. A voi e alle vostre famiglie imparto di cuore la mia benedizione!]
Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Na początku wakacji życzę wszystkim, aby czas zasłużonego odpoczynku był równocześnie okazją do poświęcenia więcej czasu i uwagi Bogu i ludziom, do pogłębiania życia duchowego przez modlitwę, lekturę, kontakt z przyrodą i twórcze spotkania. Radość i pokój tych dni zawierzam matczynej opiece Maryi. Niech Bóg Wam błogosławi!
[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. All’inizio delle vacanze auguro a tutti, che la stagione del meritato riposo sia anche un’occasione per dedicare più tempo e più attenzione a Dio e agli uomini, per approfondire la vita spirituale grazie alla preghiera, alla lettura, al contatto con il creato e ai momenti distensivi. Affido la gioia e la pace di questi giorni alla materna protezione di Maria. Dio vi benedica!]
Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli della parrocchia di San Giovanni Battista in Latisana e i laici camilliani del Piemonte. A tutti auguro una buona domenica e un sereno mese di luglio e buone vacanze a tutti voi. Buone vacanze e buona domenica!
sabato 30 giugno 2012
Il Papa agli Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio: Portate nelle vostre comunità l’esperienza di intensa spiritualità e di autentica unità evangelica di queste giornate, affinché essa tocchi il cuore dei credenti e si riverberi nell’intera società, lasciando tracce di bene
SOLENNITA' DEI SANTI PIETRO E PAOLO (29 GIUGNO): LO SPECIALE DEL BLOG
UDIENZA AGLI ARCIVESCOVI METROPOLITI CHE HANNO RICEVUTO IL PALLIO NELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO, 30.06.2012
Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Benedetto XVI riceve in Udienza gli Arcivescovi Metropoliti ai quali ieri, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ha imposto il Pallio.
Ai Presuli, accompagnati dai familiari e dai fedeli delle rispettive diocesi, il Papa rivolge il discorso che pubblichiamo di seguito:
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Cari fratelli e sorelle,
sono lieto di rivolgere il mio cordiale benvenuto a tutti voi, che avete accompagnato a Roma, presso la tomba degli Apostoli, gli Arcivescovi Metropoliti, ai quali ho avuto la gioia di imporre il Pallio ieri nella Basilica Vaticana, nel corso di una solenne celebrazione, in cui abbiamo fatto memoria dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. In questo nostro incontro vogliamo quasi prolungare il clima di profonda comunione ecclesiale, che abbiamo vissuto ieri. Infatti, la presenza degli Arcivescovi Metropoliti, che provengono da diverse parti del mondo, manifesta in modo visibile l’universalità della Chiesa, chiamata a far conoscere Cristo e annunciare il Vangelo in tutti i continenti e nelle varie lingue.
Saluto con affetto ciascuno di voi, venerati e stimati Fratelli Metropoliti, e con voi saluto i familiari, gli amici e i fedeli affidati alle vostre cure pastorali, che vi fanno corona in queste giornate così significative. Inoltre un saluto cordiale anche alle vostre Diocesi di provenienza.
Rivolgo il mio pensiero in primo luogo a voi, cari Pastori della Chiesa che è in Italia! Saluto Lei, Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia; saluto Lei, Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto -ha una grande famiglia di amici. Si vede - e Lei, Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari. Vi assicuro la mia costante preghiera, affinché possiate svolgere con gioia e fedeltà il vostro ministero episcopale, per edificare nella carità le vostre Comunità diocesane, sostenendole nella testimonianza della fede e aiutandole ad evidenziare sempre più il rinnovato entusiasmo dell’incontro con la persona di Cristo.
Je suis heureux d'accueillir les pèlerins francophones, venus accompagner les nouveaux Archevêques métropolitains à qui j'ai eu la joie de remettre le pallium. Je salue bien cordialement Monseigneur Luc Cyr, Archevêque de Sherbrooke, Monseigneur Paul-André Durocher, Archevêque de Gatineau, Monseigneur Pascal Wintzer, Archevêque de Poitiers, et Monseigneur André Lépine, Archevêque de Montréal. Le pallium est le symbole de l'unité qui lie les pasteurs des Eglises particulières au Successeur de Pierre, Evêque de Rome. Il rappelle aussi aux pasteurs leurs responsabilités d'être exemplaires et zélés, riches d'amour pour tous, afin de guider le peuple de Dieu confié à leur sollicitude pastorale. Je donne de grand cœur, à tous les prêtres et aux fidèles de vos archidiocèses la Bénédiction apostolique, en gage de paix et de joie dans le Seigneur!
[Sono lieto di accogliere i pellegrini francofoni, venuti qui per accompagnare i nuovi Arcivescovi metropoliti ai quali ho avuto la gioia d'imporre il Pallio. Saluto molto cordialmente Monsignor Luc Cyr, Arcivescovo di Sherbrooke, Monsignor Paul-André Durocher, Arcivescovo di Gatineau, Monsignor Pascal Wintzer, Arcivescovo di Poitiers, e Monsignor André Lépine, Arcivescovo di Montréal. Il Pallio è il simbolo dell'unità che lega i pastori delle Chiese particolari al Successore di Pietro, Vescovo di Roma. Ricorda anche ai pastori la loro responsabilità di essere esemplari e zelanti, ricchi di amore per tutti, al fine di guidare il popolo di Dio affidato alla loro sollecitudine pastorale. Imparto di cuore a tutti i sacerdoti e i fedeli delle vostre Arcidiocesi la Benedizione Apostolica, in pegno di pace e di gioia nel Signore!]
I extend warm greetings to the English-speaking Metropolitan Archbishops upon whom I conferred the Pallium yesterday. From the United States of America: Archbishop Charles Chaput of Philadelphia, Archbishop William Skurla of Pittsburgh, Archbishop William Lori of Baltimore, Archbishop Samuel Aquila of Denver. From Papua New Guinea: Archbishop Francesco Panfilo of Rabaul. From the Philippines: Archbishop Luis Tagle of Manila, Archbishop Jose Advincula of Capiz, Archbishop Romulo Valles of Davao, Archbishop John Du of Palo. From Bangladesh: Archbishop Patrick D'Rozario of Dhaka. From the Antilles: Archbishop Joseph Harris of Port of Spain. From Zambia: Archbishop Ignatius Chama of Kasama. From India: Archbishop John Moolachira of Guwahati, Archbishop Thomas D'Souza of Calcutta. From Pakistan: Archbishop Joseph Coutts of Karachi. From Australia: Archbishop Timothy Costelloe of Perth, Archbishop Mark Coleridge of Brisbane. From Korea: Archbishop Andrew Yeom Soo Jung of Seoul. From Nigeria: Archbishop Alfred Martins of Lagos.
I also welcome their family members, their relatives, friends and the faithful of their respective Archdioceses who have come to Rome to pray with them and to share their joy.
[Porgo cordiali saluti agli Arcivescovi Metropoliti di lingua inglese ai quali ieri ho imposto il Pallio. Dagli Stati Uniti d'America: Arcivescovo Charles Chaput di Philadelphia, Arcivescovo William Skurla di Pittsburgh, Arcivescovo William Lori di Baltimora, Arcivescovo Samuel Aquila di Denver. Da Papua Nuova Guinea: Arcivescovo Francesco Panfilo di Rabaul. Dalle Filippine: Arcivescovo Luis Tagle di Manila, Arcivescovo Jose Advincula di Capiz, Arcivescovo Romulo Valle di Davao, Arcivescovo John Du di Palo. Dal Bangladesh: Arcivescovo Patric D'Rozario di Dhaka. Dalle Antille: Arcivescovo Joseph Harris di Port of Spain. Dallo Zambia: Arcivescovo Ignatius Chama di Kasama. Dall'India: Arcivescovo John Moolachira di Guwahati, Arcivescovo Thomas D'Souza di Calcutta. Dal Pakistan: Arcivescovo Joseph Coutts di Karachi. Dall'Australia: Arcivescovo Timothy Costelloe di Perth, Arcivescovo Mark Coleridge di Brisbane. Dalla Corea: Arcivescovo Andrew Yeom Soo Jung di Seul. Dalla Nigeria: Arcivescovo Alfred Martins di Lagos.
Do anche il benvenuto alle loro famiglie, ai loro parenti, agli amici e ai fedeli delle loro rispettive Arcidiocesi che sono venuti a Roma per pregare con loro e per condividere la loro gioia. ]
Mit Freude grüße ich die Delegation und die Gäste aus Berlin sowie alle Pilger aus Deutschland, die Kardinal Rainer Maria Woelki zum Empfang des Palliums nach Rom begleitet haben. Seid herzlich willkommen! Das Pallium macht auf besondere Weise die enge Verbundenheit der Erzbischöfe und ihrer Kirchenprovinzen mit dem Papst und dem Stuhl Petri sichtbar. Zugleich erinnert es an die Aufgabe, gleich Christus, dem Guten Hirten, dem verlorenen Schaf nachzugehen, es auf die Schultern zu nehmen, zur Herde zurückzubringen und für es zu sorgen. So steht das Pallium für die Fürsorge und Verantwortung der Hirten für ihre Herde. Und gerade aufgrund dieser gemeinsamen Verantwortung müssen wir die Einheit pflegen und wahren. Tragt auch ihr mit eurem Gebet und eurem Einsatz dazu bei, die Einheit der Kirche zu fördern und zu festigen. Von Herzen segne ich euch alle.
[Con gioia rivolgo il mio saluto alla delegazione e agli ospiti provenienti da Berlino nonché a tutti i pellegrini dalla Germania, che hanno accompagnato il Cardinale Rainer Maria Woelki a Roma per ricevere il pallio. Siete tutti i benvenuti! Il Pallio in modo particolare rende visibile la forte unione dei vescovi metropoliti e le loro Province Ecclesiastiche con il Papa e la Sede di Pietro. Al contempo ricorda la missione di seguire -- come Cristo -- la pecora smarrita, di portarla sulle spalle, di farla rientrare nel gregge e prendersene cura. In tal senso il Pallio è segno della cura e della responsabilità che hanno i pastori verso i loro greggi. Proprio per questa responsabilità comune siamo tenuti a sviluppare e a mantenere l'unità. Date anche voi il vostro contributo tramite la vostra preghiera per promuovere e rendere solida l'unione della Chiesa. Di cuore impartisco a tutti Voi la mia benedizione.]
Con ocasión de la imposición del palio, saludo cordialmente al arzobispo de Guadalajara, cardenal Francisco Robles Ortega; al de Tucumán, monseñor Alfredo Horacio Zecca; al de Los Altos-Quetzaltenango-Totonicapán, monseñor Mario Alberto Molina Palma; al de Ayacucho o Huamanga, monseñor Salvador Piñeiro García-Calderón; al de Ciudad Bolívar, monseñor Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, y al de San Luis Potosí, monseñor Jesús Carlos Cabrero Romero, así como a quienes los arropan con su oración y afecto en esta significativa circunstancia. Pongo a todos bajo la fiel custodia de San Pedro y San Pablo, para que se incremente cada vez más la cercanía espiritual y los vínculos de comunión de vuestras Iglesias particulares con la Sede Apostólica, y así se intensifique entre vosotros el anuncio del Evangelio. Que Dios os bendiga.
[In occasione dell'imposizione del Pallio, saluto cordialmente l'Arcivescovo di Guadalajara, Cardinale Francisco Robles Ortega; quello di Tucumán, Monsignor Alfredo Horacio Zecca; quello di Los Altos-Quetzaltenango-Totonicapán, Monsignor Mario Alberto Molina Palma; quello di Ayacucho o Huamanga, Monsignor Salvador Piñeiro García-Calderón; quello di Ciudad Bolívar, Monsignor Ulises Antonio Gutiérrez Reyes e quello di San Luis Potosí Monsignor Jesús Carlos Cabrero Romero, come pure quanti li circondano con la loro preghiera e con il loro affetto in questa significativa circostanza. Pongo tutti sotto la fedele custodia di San Pietro e di San Paolo, affinché s'incrementino sempre più la vicinanza spirituale e i vincoli di comunione delle vostre Chiese particolari con la Sede Apostolica e s'intensifichi così tra voi l'annuncio del Vangelo. Che Dio vi benedica!]
Saúdo com alegria os Arcebispos brasileiros, Dom Wilson Jönck, de Florianópolis; Dom José Francisco Dias, de Niterói; Dom Esmeraldo de Farias, de Porto Velho; Dom Jaime Rocha, de Natal; Dom Airton dos Santos, de Campinas; Dom Jacinto de Brito Sobrinho, de Teresina; e Dom Paulo Peixoto, de Uberaba; e também o Arcebispo de Malanje em Angola, Dom Benedito Roberto, que ontem receberam o Pálio, sinal de particular comunhão com o Sucessor de Pedro. Queridos Arcebispos, sede para o vosso Povo um sinal de Cristo, Bom Pastor, que guia as suas ovelhas. Dou também as boas-vindas aos sacerdotes, religiosos e fiéis que vos acompanham, pedindo-lhes que rezem pelos seus Arcebispos para que não lhes faltem as forças no cumprimento da sua missão. E, como penhor de alegria e de paz no Senhor, concedo a vós aqui presentes e às vossas comunidades arquidiocesanas a minha Bênção Apostólica.
[Saluto con gioia gli Arcivescovi brasiliani, Monsignor Wilson Jönck, di Florianópolis; Monsignor José Francisco Dias, di Niterói; Monsignor Esmeraldo de Farias, di Porto Velho; Monsignor Jaime Rocha, di Natal; Monsignor Airton dos Santos, di Campinas; Monsignor Jacinto de Brito Sobrinho, di Teresina; Monsignor Paulo Piexoto, di Uberaba e anche l'Arcivescovo di Malanje in Angola, Monsignor Benedito Roberto; ieri hanno ricevuto il Pallio, segno di particolare comunione con il Successore di Pietro. Cari Arcivescovi, siate per il vostro popolo un segno di Cristo, Buon Pastore, che guida il suo gregge. Do il benvenuto anche ai sacerdoti, religiosi e fedeli che vi accompagnano, chiedendo loro di pregare per i propri Arcivescovi affinché non manchino loro le forze nel compimento della propria missione. E, come pegno di gioia e di pace nel Signore, imparto a voi qui presenti e alle vostre comunità arcidiocesane la mia Benedizione Apostolica.]
Serdecznie pozdrawiam nowych Arcybiskupów metropolitów z Polski, którzy wczoraj otrzymali paliusze: Stanisława Budzika z Lublina, Wiktora Skworca z Katowic i Wacława Depo z Częstochowy. Pozdrawiam także wiernych, którzy podzielają ich radość, a szczególnie pielgrzymów z ich metropolii i wszystkich im bliskich, wspierających ich swoją modlitwą. Paliusz jest znakiem szczególnej jedności z Chrystusem i komunii z Następcą Świętego Piotra. Niech ta komunia przenika serca wiernych każdej metropolii. Polecam Bogu to pragnienie w mojej modlitwie i wszystkim z serca błogosławię. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.
[Saluto cordialmente gli arcivescovi metropoliti della Polonia che ieri hanno ricevuto il pallio: Stanisław Budzik di Lublin, Wiktor Skworc di Katowice e Wacław Depo di Częstochowa. Con loro saluto i fedeli che ne condividono la gioia, specialmente i rappresentanti delle loro metropoli, tutti i loro cari, e quanti li sostengono con la preghiera. Il pallio è segno di particolare unità con Cristo e di comunione con il Successore di Pietro. Tale comunione pervada anche i cuori dei fedeli di ogni metropoli. Affido questo auspicio a Dio nelle mie preghiere e voi tutti benedico di cuore. Sia lodato Gesù Cristo.]
Cari fratelli e sorelle, portate nelle vostre comunità l'esperienza di intensa spiritualità e di autentica unità evangelica di queste giornate, affinché essa tocchi il cuore dei credenti e si riverberi nell'intera società, lasciando tracce di bene. L'intercessione della celeste Madre di Dio e degli Apostoli Pietro e Paolo, ottengano al popolo cristiano la capacità di far risplendere nel mondo, attraverso la tenace e limpida testimonianza dei singoli, la parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato in dono. Con tali sentimenti vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica.
© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana
venerdì 29 giugno 2012
VISITA DEL SANTO PADRE A LORETO (4 OTTOBRE 2012): LO SPECIALE DEL BLOG
ANNO DELLA FEDE (11 OTTOBRE 2012 - 24 NOVEMBRE 2013): LO SPECIALE DEL BLOG
SINODO DEI VESCOVI SULLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE PER LA TRASMISSIONE DELLA FEDE CRISTIANA (7-28 OTTOBRE 2012): LO SPECIALE DEL BLOG
Il Papa a Loreto: "Nella crisi attuale che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società, l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo. Senza Dio l’uomo finisce per far prevalere il proprio egoismo sulla solidarietà e sull’amore, le cose materiali sui valori, l’avere sull’essere. Bisogna ritornare a Dio perché l’uomo ritorni ad essere uomo. Con Dio anche nei momenti difficili, di crisi, non viene meno l’orizzonte della speranza: l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna" (Omelia del Santo Padre in occasione della Santa Messa nella Piazza della Madonna di Loreto, 4 ottobre 2012)
Il Papa: "Cari fratelli e sorelle, domani mi recherò in visita al Santuario di Loreto...Vi chiedo di unirvi alla mia preghiera nel raccomandare alla Madre di Dio i principali eventi ecclesiali che ci apprestiamo a vivere: l’Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione. Possa la Vergine Santa accompagnare la Chiesa nella sua missione di annunciare il Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo" (Udienza generale, 3 ottobre 2012)
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Il Papa a Loreto: lo speciale de "Il Corriere Adriatico"
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Verso l'Anno della fede e il Sinodo. Benedetto XVI giovedì a Loreto a cinquant'anni dalla visita compiuta da Giovanni XXIII alla vigilia del concilio Vaticano II
ARTICOLI, NOTIZIE, INTERVISTE E COMMENTI PRECEDENTI IL VIAGGIO DEL SANTO PADRE
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Il Papa sarà a Loreto il 4 ottobre
VISITA DEL SANTO PADRE A LORETO (4 OTTOBRE 2012): PROGRAMMA
Il Papa: Roma porta inscritti nella sua storia i segni della vita e della morte gloriosa dell’umile Pescatore di Galilea e dell’Apostolo delle genti, che giustamente si è scelti come Protettori. Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore
Vedi anche:
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Il Papa ringrazia la Pro Loco di Roma per l'infiorata di Piazza San Pietro ed il card. Vallini per le presenze di oggi (Izzo)
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Fratelli nella fede. Le parole del Papa nella solennità dei santi Pietro e Paolo. All’Angelus: “Unità e cattolicità della Chiesa, un tesoro prezioso” (Sir)
Il Papa: continuerò a guidare la Chiesa con mitezza e forza. Agli Ortodossi: avanti verso il traguardo della piena unità. Lombardi: una meravigliosa festa romana d'estate (Izzo)
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Santi Pietro e Paolo. Il Papa: le forze del male non prevarranno, pregate perché serva la Chiesa con forza e mitezza (R.V.)
Il Papa: La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di peccatori che si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio
Il Papa: Conto anche sulle vostre preghiere per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo (Asca)
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Il Papa: Conto anche sulle vostre preghiere per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo (Asca)
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 29.06.2012
Al termine della Santa Messa della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, concelebrata nella Basilica Vaticana con i 43 Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio e alla quale ha partecipato una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, il Papa si affaccia alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano e guida la recita dell’Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Queste le parole del Santo Padre Benedetto XVI nell’introdurre la preghiera mariana:
PRIMA DELL’ANGELUS
Cari fratelli e sorelle,
celebriamo con gioia la solennità liturgica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, una festa che accompagna la storia bimillenaria del Popolo cristiano. Essi sono chiamati colonne della Chiesa nascente. Testimoni insigni della fede, hanno dilatato il Regno di Dio con i loro diversi doni e, sull’esempio del divino Maestro, hanno sigillato col sangue la loro predicazione evangelica. Il loro martirio è segno di unità della Chiesa, come dice sant’Agostino: «Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch’essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì» (Disc. 295, 8: PL 38, 1352).
Del sacrificio di Pietro sono segno eloquente la Basilica Vaticana e questa Piazza, così importanti per la cristianità. Anche del martirio di Paolo restano tracce significative nella nostra Città, specialmente la Basilica a lui dedicata sulla Via Ostiense.
Roma porta inscritti nella sua storia i segni della vita e della morte gloriosa dell’umile Pescatore di Galilea e dell’Apostolo delle genti, che giustamente si è scelti come Protettori. Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore.
Ma i Santi Pietro e Paolo brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità.
In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana, sostenuta dalla presenza dello Spirito del Dio vivo, si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell’annuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo. In questo fecondo itinerario spirituale e missionario si colloca anche la consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti, che ho compiuto stamani in Basilica. Un rito sempre eloquente, che pone in risalto l’intima comunione dei Pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme l’unità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno.
Cari pellegrini, qui giunti da ogni parte del mondo! In questo giorno di festa, preghiamo con le espressioni della Liturgia orientale: «Sia lode a Pietro e a Paolo, queste due grandi luci della Chiesa; essi brillano nel firmamento della fede». In questo clima, desidero rivolgere un particolare pensiero alla Delegazione del Patriarcato di Costantinopoli che, come ogni anno, è venuta per prender parte a queste nostre tradizionali celebrazioni. La Vergine Santa conduca tutti i credenti in Cristo al traguardo della piena unità!
DOPO L’ANGELUS
Chers frères et souers!
J’accueille avec joie les pèlerins francophones, et plus particulièrement ceux venus du Canada et de France, pour la prière de l’Angélus. J’ai eu la joie d’imposer le pallium aux nouveaux archevêques métropolitains, signe de leur lien particulier de communion avec le Successeur de Pierre. Que l’intercession des Apôtres Pierre et Paul, fêtés aujourd’hui, nous obtienne de grandir dans une fidélité parfaite à l’enseignement de l’Église puisqu’elle reçut par eux la première annonce de la foi. Pierre et Paul ont travaillé, chacun à sa façon selon la grâce reçue, pour rassembler l’unique famille du Christ ! Avec ma Bénédiction apostolique !
I welcome all the English-speaking pilgrims and visitors present in Rome for the Solemnity of Saints Peter and Paul. I extend warm greetings to the Metropolitan Archbishops who received the Pallium in this morning’s celebration, and to all who have travelled to Rome to accompany them on this joyful day. I assure the new Archbishops of my prayers for their pastoral ministry and I encourage all Christians, after the example of Saints Peter and Paul, to let the light of the Gospel shine brightly in their lives. May God bless you all!
Gerne heiße ich am heutigen Fest der Apostel Petrus und Paulus alle Brüder und Schwestern deutscher Sprache willkommen. Besonders grüße ich die Pilger aus dem Erzbistum Berlin, die zur Überreichung des Palliums an ihren Erzbischof nach Rom gekommen sind. Der Dienst für Jesus Christus beginnt damit, daß man ihn als den Herrn anerkennt und bezeugt. „Du bist der Messias, der Sohn des lebendigen Gottes" (Mt16,16), bekennt Petrus im Kreis der Jünger und im Namen der Jünger. Auf Petrus und sein Bekenntnis baut Christus die Kirche. In Einheit mit dem Nachfolger des Petrus wollen die neuen Erzbischöfe und alle Bischöfe mutig für den Glauben an Christus eintreten. Unterstützt die Hirten der Kirche mit einem lebendigen Glauben und mit eurem Gebet und betet auch für mich und meinen Petrusdienst. Gesegneten Festtag euch allen!
Saludo a los fieles de lengua española que participan en esta oración mariana, en particular a los venidos de Argentina, Guatemala, México, Perú y Venezuela, que acompañan con su afecto y oración a los arzobispos metropolitanos que acaban de recibir el palio en esta solemnidad de san Pedro y san Pablo. Que el ejemplo y la intercesión de los Apóstoles ayude a la Iglesia a dar en la hora presente un fiel y audaz testimonio del Evangelio de la salvación. Que Dios os bendiga.
Uma saudação especial para os Arcebispos do Brasil e de Angola que acabaram de receber o pálio e também para os familiares e amigos que os acompanham: À Virgem Maria confio vossas vidas, famílias e dioceses, para todos implorando o dom do amor e da unidade sobre a rocha de Pedro.
W tym uroczystym dniu pozdrawiam bardzo serdecznie nowych Arcybiskupów metropolitów polskich, którzy rano otrzymali paliusze. Pozdrawiam również wiernych, którzy towarzyszą im swoją obecnością i modlitwą. Niech Święci Apostołowie – Piotr, Skała, na której Chrystus zbudował swój Kościół i Paweł, Apostoł Narodów – wspierają ich pasterską posługę, by prowadzili powierzone im wspólnoty zgodnie z wolą Bożą. Nowymmetropolitom i wamwszystkim z sercabłogosławię.
[In questa giornata solenne saluto cordialmente i nuovi Arcivescovi metropoliti polacchi che questa mattina hanno ricevuto il pallio. Saluto anche i fedeli che li accompagnano con l’affetto e con la preghiera. I Santi Apostoli – Pietro, roccia su cui Cristo ha edificato la Sua Chiesa, e Paolo, l’Apostolo delle Genti – sostengano il ministero di questi Pastori in modo che possano guidare le comunità loro affidate secondo la volontà di Dio. Di cuore benedico i nuovi metropoliti e voi tutti.]
Infine, saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare gli Arcivescovi Metropoliti e quanti li accompagnano, le Suore della Santissima Madre Addolorata, l’Associazione Amici di Santa Veronica, come pure la Pro Loco di Roma e i maestri infioratori, che ringrazio per l’artistico omaggio floreale che possiamo vedere qui accanto alla Piazza.
Sono qui convenuti, per rinnovare sentimenti di profonda comunione e di spirituale vicinanza al Successore di Pietro, i fedeli della Diocesi di Roma con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, e i giovani cattolici riunitisi spontaneamente in gruppo attraverso i social network: grazie per la vostra presenza! Cari amici, vi ringrazio cordialmente per questo gesto di affetto e per le vostre iniziative a sostegno del mio ministero e per favorire in ogni ambiente una coraggiosa e attiva testimonianza cristiana. Conto anche sulle vostre preghiere per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo.
A tutti auguro una buona festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo! Buona festa a voi tutti. Grazie!
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celebriamo con gioia la solennità liturgica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, una festa che accompagna la storia bimillenaria del Popolo cristiano. Essi sono chiamati colonne della Chiesa nascente. Testimoni insigni della fede, hanno dilatato il Regno di Dio con i loro diversi doni e, sull’esempio del divino Maestro, hanno sigillato col sangue la loro predicazione evangelica. Il loro martirio è segno di unità della Chiesa, come dice sant’Agostino: «Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch’essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì» (Disc. 295, 8: PL 38, 1352).
Del sacrificio di Pietro sono segno eloquente la Basilica Vaticana e questa Piazza, così importanti per la cristianità. Anche del martirio di Paolo restano tracce significative nella nostra Città, specialmente la Basilica a lui dedicata sulla Via Ostiense.
Roma porta inscritti nella sua storia i segni della vita e della morte gloriosa dell’umile Pescatore di Galilea e dell’Apostolo delle genti, che giustamente si è scelti come Protettori. Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore.
Ma i Santi Pietro e Paolo brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità.
In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana, sostenuta dalla presenza dello Spirito del Dio vivo, si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell’annuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo. In questo fecondo itinerario spirituale e missionario si colloca anche la consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti, che ho compiuto stamani in Basilica. Un rito sempre eloquente, che pone in risalto l’intima comunione dei Pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme l’unità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno.
Cari pellegrini, qui giunti da ogni parte del mondo! In questo giorno di festa, preghiamo con le espressioni della Liturgia orientale: «Sia lode a Pietro e a Paolo, queste due grandi luci della Chiesa; essi brillano nel firmamento della fede». In questo clima, desidero rivolgere un particolare pensiero alla Delegazione del Patriarcato di Costantinopoli che, come ogni anno, è venuta per prender parte a queste nostre tradizionali celebrazioni. La Vergine Santa conduca tutti i credenti in Cristo al traguardo della piena unità!
DOPO L’ANGELUS
Chers frères et souers!
J’accueille avec joie les pèlerins francophones, et plus particulièrement ceux venus du Canada et de France, pour la prière de l’Angélus. J’ai eu la joie d’imposer le pallium aux nouveaux archevêques métropolitains, signe de leur lien particulier de communion avec le Successeur de Pierre. Que l’intercession des Apôtres Pierre et Paul, fêtés aujourd’hui, nous obtienne de grandir dans une fidélité parfaite à l’enseignement de l’Église puisqu’elle reçut par eux la première annonce de la foi. Pierre et Paul ont travaillé, chacun à sa façon selon la grâce reçue, pour rassembler l’unique famille du Christ ! Avec ma Bénédiction apostolique !
I welcome all the English-speaking pilgrims and visitors present in Rome for the Solemnity of Saints Peter and Paul. I extend warm greetings to the Metropolitan Archbishops who received the Pallium in this morning’s celebration, and to all who have travelled to Rome to accompany them on this joyful day. I assure the new Archbishops of my prayers for their pastoral ministry and I encourage all Christians, after the example of Saints Peter and Paul, to let the light of the Gospel shine brightly in their lives. May God bless you all!
Gerne heiße ich am heutigen Fest der Apostel Petrus und Paulus alle Brüder und Schwestern deutscher Sprache willkommen. Besonders grüße ich die Pilger aus dem Erzbistum Berlin, die zur Überreichung des Palliums an ihren Erzbischof nach Rom gekommen sind. Der Dienst für Jesus Christus beginnt damit, daß man ihn als den Herrn anerkennt und bezeugt. „Du bist der Messias, der Sohn des lebendigen Gottes" (Mt16,16), bekennt Petrus im Kreis der Jünger und im Namen der Jünger. Auf Petrus und sein Bekenntnis baut Christus die Kirche. In Einheit mit dem Nachfolger des Petrus wollen die neuen Erzbischöfe und alle Bischöfe mutig für den Glauben an Christus eintreten. Unterstützt die Hirten der Kirche mit einem lebendigen Glauben und mit eurem Gebet und betet auch für mich und meinen Petrusdienst. Gesegneten Festtag euch allen!
Saludo a los fieles de lengua española que participan en esta oración mariana, en particular a los venidos de Argentina, Guatemala, México, Perú y Venezuela, que acompañan con su afecto y oración a los arzobispos metropolitanos que acaban de recibir el palio en esta solemnidad de san Pedro y san Pablo. Que el ejemplo y la intercesión de los Apóstoles ayude a la Iglesia a dar en la hora presente un fiel y audaz testimonio del Evangelio de la salvación. Que Dios os bendiga.
Uma saudação especial para os Arcebispos do Brasil e de Angola que acabaram de receber o pálio e também para os familiares e amigos que os acompanham: À Virgem Maria confio vossas vidas, famílias e dioceses, para todos implorando o dom do amor e da unidade sobre a rocha de Pedro.
W tym uroczystym dniu pozdrawiam bardzo serdecznie nowych Arcybiskupów metropolitów polskich, którzy rano otrzymali paliusze. Pozdrawiam również wiernych, którzy towarzyszą im swoją obecnością i modlitwą. Niech Święci Apostołowie – Piotr, Skała, na której Chrystus zbudował swój Kościół i Paweł, Apostoł Narodów – wspierają ich pasterską posługę, by prowadzili powierzone im wspólnoty zgodnie z wolą Bożą. Nowymmetropolitom i wamwszystkim z sercabłogosławię.
[In questa giornata solenne saluto cordialmente i nuovi Arcivescovi metropoliti polacchi che questa mattina hanno ricevuto il pallio. Saluto anche i fedeli che li accompagnano con l’affetto e con la preghiera. I Santi Apostoli – Pietro, roccia su cui Cristo ha edificato la Sua Chiesa, e Paolo, l’Apostolo delle Genti – sostengano il ministero di questi Pastori in modo che possano guidare le comunità loro affidate secondo la volontà di Dio. Di cuore benedico i nuovi metropoliti e voi tutti.]
Infine, saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare gli Arcivescovi Metropoliti e quanti li accompagnano, le Suore della Santissima Madre Addolorata, l’Associazione Amici di Santa Veronica, come pure la Pro Loco di Roma e i maestri infioratori, che ringrazio per l’artistico omaggio floreale che possiamo vedere qui accanto alla Piazza.
Sono qui convenuti, per rinnovare sentimenti di profonda comunione e di spirituale vicinanza al Successore di Pietro, i fedeli della Diocesi di Roma con il Cardinale Vicario Agostino Vallini, e i giovani cattolici riunitisi spontaneamente in gruppo attraverso i social network: grazie per la vostra presenza! Cari amici, vi ringrazio cordialmente per questo gesto di affetto e per le vostre iniziative a sostegno del mio ministero e per favorire in ogni ambiente una coraggiosa e attiva testimonianza cristiana. Conto anche sulle vostre preghiere per continuare a servire la Chiesa con la mitezza e la forza dello Spirito Santo.
A tutti auguro una buona festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo! Buona festa a voi tutti. Grazie!
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