domenica 12 agosto 2012

Il Papa: Dubitare della divinità di Gesù, come fanno i Giudei del passo evangelico di oggi, significa opporsi all’opera di Dio. Essi infatti, affermano: è il figlio di Giuseppe! Di lui conosciamo il padre e la madre! Essi non vanno oltre le sue origini terrene, e per questo si rifiutano di accoglierLo come la Parola di Dio fattasi carne


ANGELUS: AUDIO INTEGRALE DI RADIO VATICANA

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Il Papa: per trovare la fede serve una fame interiore. Appello per la Cina, le Filippine e l'Iran colpiti da calamità naturali (Izzo)

Benedetto XVI all’Angelus: “Per trovare la fede serve una fame interiore"

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Appello al Papa all'Angelus per le popolazioni alluvionate di Filippine e Cina e per l'Iran colpito dal terremoto



LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 12.08.2012

Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e recita l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

La lettura del 6° capitolo del Vangelo di Giovanni, che ci accompagna in queste Domeniche nella Liturgia, ci ha condotti a riflettere sulla moltiplicazione del pane, con il quale il Signore ha sfamato una folla di cinquemila uomini, e sull’invito che Gesù rivolge a quanti aveva saziato di darsi da fare per un cibo che rimane per la vita eterna. 
Gesù vuole aiutarli a comprendere il significato profondo del prodigio che ha operato: nel saziare in modo miracoloso la loro fame fisica, li dispone ad accogliere l’annuncio che Egli è il pane disceso dal cielo (cfr Gv 6,41), che sazia in modo definitivo. 
Anche il popolo ebraico, durante il lungo cammino nel deserto, aveva sperimentato un pane disceso dal cielo, la manna, che lo aveva mantenuto in vita, fino all’arrivo nella terra promessa. Ora, Gesù parla di sé come del vero pane disceso dal cielo, capace di mantenere in vita non per un momento o per un tratto di cammino, ma per sempre. Lui è il cibo che dà la vita eterna, perché è il Figlio unigenito di Dio, che sta nel seno del Padre, venuto per dare all’uomo la vita in pienezza, per introdurre l’uomo nella stessa vita di Dio.
Nel pensiero ebraico era chiaro che il vero pane del cielo, che nutriva Israele, era la Legge, la parola di Dio. Il popolo di Israele riconosceva con chiarezza che la Torah era il dono fondamentale e duraturo di Mosè e che l’elemento basilare che lo distingueva rispetto agli altri popoli consisteva nel conoscere la volontà di Dio e dunque la giusta via della vita. 
Ora Gesù, nel manifestarsi come il pane del cielo, testimonia di essere Lui la Parola di Dio in Persona, la Parola incarnata, attraverso cui l’uomo può fare della volontà di Dio il suo cibo (cfr Gv 4,34), che orienta e sostiene l’esistenza.
Dubitare allora della divinità di Gesù, come fanno i Giudei del passo evangelico di oggi, significa opporsi all’opera di Dio. 
Essi infatti, affermano: è il figlio di Giuseppe! Di lui conosciamo il padre e la madre! (cfr Gv 6,42). Essi non vanno oltre le sue origini terrene, e per questo si rifiutano di accoglierLo come la Parola di Dio fattasi carne. 
Sant’Agostino, nel suo Commento al Vangelo di Giovanni, spiega così: «erano lontani da quel pane celeste, ed erano incapaci di sentirne la fame. Avevano la bocca del cuore malata… Infatti, questo pane richiede la fame dell’uomo interiore». 
E dobbiamo chiederci se noi realmente sentiamo questa fame, la fame della Parola di Dio, la fame di conoscere il vero senso della vita. Solo chi è attirato da Dio Padre, chi Lo ascolta e si lascia istruire da Lui può credere in Gesù, incontrarLo e nutrirsi di Lui e così trovare la vera vita, la strada della vita, la giustizia, la verità, l’amore. 
Sant’Agostino aggiunge: «il Signore… affermò di essere il pane che discende dal cielo, esortandoci a credere in lui. Mangiare il pane vivo, infatti, significa credere in lui. E chi crede, mangia; in modo invisibile è saziato, come in modo altrettanto invisibile rinasce a una vita più profonda, più vera,. rinasce di dentro, nel suo intimo diventa un uomo nuovo» (ibidem).
Invocando Maria Santissima, chiediamole di guidarci all’incontro con Gesù perché la nostra amicizia con Lui sia sempre più intensa; chiediamole di introdurci nella piena comunione di amore con il suo Figlio, il pane vivo disceso dal cielo, così da essere da Lui rinnovati nell’intimo del nostro essere.

DOPO L’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni asiatiche, in particolare delle Filippine e della Repubblica Popolare Cinese, duramente colpite da violenti piogge, come pure a quelle del Nord-ovest dell’Iran, colpite da un violento terremoto. Questi eventi hanno provocato numerose vittime e feriti, migliaia di sfollati e ingenti danni. Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per quanti hanno perso la vita e per tutte le persone provate da così devastanti calamità. Non manchi a questi fratelli la nostra solidarietà e il nostro sostegno.

Chers pèlerins francophones, je suis heureux de vous accueillir à Castel Gandolfo pour la prière de l’Angélus. L’Évangile d’aujourd’hui nous rappelle que Jésus est le pain de vie descendu du ciel. Mangé avec foi, ce pain transforme nos existences et nous pousse au partage avec nos frères et nos sœurs qui ont faim de nourriture matérielle et spirituelle et surtout d’amour et d’espérance. Que la Vierge Marie, vous aide à centrer toujours vos vies sur son Fils Jésus, présence parmi nous de l’amour de Dieu, notre Père! Bon dimanche à tous!

I am pleased to greet the English-speaking pilgrims gathered for this Angelus prayer. The readings from today’s Mass invite us to put our faith in Jesus, the "bread of life" who offers himself to us in the Eucharist and promises us the joy of the resurrection. During these summer holidays, may you and your families respond to the Lord’s invitation by actively participating in the Eucharistic sacrifice and by generous acts of charity. Upon all of you I invoke his blessings of joy and peace!

Gern heiße ich alle Brüder und Schwestern deutscher Sprache willkommen, besonders die Jugendlichen aus dem Feriencamp in Ostia. Im Tagesgebet des heutigen Sonntags bekennen wir, daß wir zu Gott Vater sagen dürfen, denn er hat uns an Kindes Statt angenommen und uns den Geist seines Sohnes gegeben. Und zugleich bitten wir den Herrn, „daß wir in diesem Geist wachsen". Wir wachsen, wenn wir uns von Gott führen lassen und seinem Sohn Jesus Christus glauben. Er ist das lebendige Brot, das vom Himmel herabgekommen ist zum Leben dieser Welt. Nähren wir uns von diesem Brot, damit wir eins sind mit Christus, immer mehr in ihn hineinwachsen und das Leben erlangen, das für immer bleibt. Der Heilige Geist mache euch zu wahren Kindern Gottes und leite euch auf all euren Wegen.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. Así como el profeta Elías fue alimentado en su camino hacia el Horeb, el monte de Dios, también nosotros necesitamos el alimento espiritual que nos ayude en el camino de nuestra vida. Este alimento es Cristo que, con su muerte y resurrección, nos ha abierto las puertas de la vida eterna. Él es el pan vivo que ha bajado del cielo para que todo el que coma de él tenga vida. Acerquémonos al sacramento de la Eucaristía, con una fe y un amor creciente; allí, él nos da su cuerpo y su sangre, y podremos gustar qué bueno es el Señor, qué grande es su amor por nosotros. Feliz domingo.

Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Moi drodzy, kontynuując swoją naukę o tajemnicy Eucharystii, Jezus objawia dziś siebie jako chleb życia i rękojmię naszej nieśmiertelności. Z głęboką wiarą przyjmujmy Go w Komunii świętej, aby Boże życie trwało w nas teraz i na wieki. Z serca wam błogosławię.

[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Carissimi, continuando il suo insegnamento sul mistero dell’Eucaristia, Gesù si rivela oggi come pane di vita e pegno della nostra immortalità. AccogliamoLo con profonda fede nella santa Comunione, affinché la vita di Dio perduri in noi ora e nell’eternità. Vi benedico di cuore.]

Saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana. In particolare mi rivolgo ai giovani di Vigonza e Pionca. Auspico che le esperienze formative di questi giorni rafforzino la vostra fede e il vostro amore a Cristo e alla Chiesa. A tutti auguro una buona domenica e una buona settimana. Buona domenica a tutti voi. Grazie per la vostra presenza!

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Il Papa: La musica è espressione dello spirito, di un luogo interiore della persona, creato per tutto ciò che è vero, buono e bello. Non è un caso che spesso la musica accompagni la nostra preghiera. Essa fa risuonare i nostri sensi e il nostro animo quando, nella preghiera, incontriamo Dio

CONCERTO IN ONORE DEL PAPA: VIDEO INTEGRALE

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L'apertura alla bellezza di Dio ricolma l'uomo e gli dona pace. Così il Papa al termine del concerto in suo onore promosso dalla Caritas di Regensburg a Castel Gandolfo 

Concerto in onore del Papa offerto dalla Caritas di Ratisbona. Sabato sera a Castel Gandolfo



CONCERTO IN ONORE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI OFFERTO DALLA CARITAS DI REGENSBURG, 11.08.2012

Alle ore 18 di oggi, nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, ha avuto luogo un Concerto offerto in onore di Papa Benedetto XVI dalla Caritas di Ratisbona, che celebra i 90 anni di attività, in collaborazione con l’artista Thomas Beckmann, fondatore in Germania dell’associazione per l’assistenza ai senzatetto "Gemeinsam gegen Kälte" (Insieme contro il freddo).
"Beckmann suona il violoncello!" In onore di Dio e per la gioia degli uomini!, il tema dell’evento che ha visto Thomas Beckmann al violoncello, accompagnato al pianoforte dalla moglie Kayoko Matsushita e da Yuko Kasahara. Le parti cantate del concerto sono state affidate alla corale "Vokalensemble Cantico" di Regensburg, diretta da Edeltraud Appl.
In programma motivi di Claudio Monteverdi (1567-1643); Gottfried August Homilius (1714-1785); Johann Pachelbel (1653-1706); Ludwig van Beethoven (1770-1827); Gabriel Fauré (1845-1924); Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847); Josef Gabriel Rheinberger (1839-1901); Maurice Ravel (1875-1937); Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) e di Franz Lehrndorfer (vivente, nato nel 1928).
Al termine dell’esecuzione musicale, il Papa ha rivolto agli artisti e a tutti i presenti il discorso che riportiamo di seguito:

DISCORSO DEL SANTO PADRE

TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

Reverendi Confratelli,
cari amici!

Alla fine di questo bel «panorama» di musiche vocali e strumentali, mi rimane soltanto di dire di vero cuore ai musicisti un «Vergelt’s Gott» [il Signore ve ne renda merito]. 
Con il programma di questa serata ci avete offerto un’idea della molteplicità della creatività musicale e dell’ampiezza dell’armonia. 
La musica non è una successione di suoni; essa ha un ritmo e, al contempo, è coesione e armonia; essa ha una sua struttura ed una sua profondità. Abbiamo potuto gustare tutto questo in modo meraviglioso non solo nei corali a più voci, eseguiti con forza espressiva dal gruppo vocale Cantico diretto dalla signora Edeltraut Appl, ma anche negli stupendi brani strumentali che abbiamo potuto ascoltare nell’esecuzione del signor Thomas Beckmann, della sua consorte Kayoko e del signor Kasahara. Noi tutti abbiamo ascoltato rapiti – ve ne sarete accorti – il suono caldo e la grande pienezza di timbri del violoncello. 
La musica è espressione dello spirito, di un luogo interiore della persona, creato per tutto ciò che è vero, buono e bello. Non è un caso che spesso la musica accompagni la nostra preghiera. Essa fa risuonare i nostri sensi e il nostro animo quando, nella preghiera, incontriamo Dio.
Oggi, nella liturgia, facciamo memoria di Santa Chiara. In un inno alla Santa si legge: «Dalla chiarezza di Dio hai ricevuto la luce. Tu le hai dato spazio, essa è cresciuta in te, e si è diffusa nel mondo; rischiara i nostri cuori».
E’ questo l’atteggiamento di fondo che ricolma l’uomo e gli dona la pace: l’apertura alla claritas divina, la splendente bellezza e forza vitale del Creatore, che ci anima e ci fa superare noi stessi. Oggi abbiamo incontrato questa claritas in modo meraviglioso, ed essa ci ha illuminati. Così è soltanto una conseguenza che gli artisti, partendo dalla loro profonda esperienza della bellezza, si impegnino per il bene e offrano a loro volta aiuto e sostegno ai bisognosi. Essi trasmettono il bene che hanno ricevuto in dono, e questo si diffonde nel mondo. E così cresce l’essere umano, diventa trasparente e consapevole della presenza e dell’agire del suo Creatore. Sicuramente, questo ce lo potranno confermare il signor Beckmann e tutti coloro che insieme a lui sono impegnati nell’opera caritativa «Gemeinsam gegen die Kälte» [«Insieme contro il freddo»]. Abbiamo compreso che questo «Gemeinsam gegen die Kälte» non risponde ad uno scopo che è imposto dall’esterno, ma viene dal profondo, da questa musica che supera il freddo che è dentro di noi e apre il cuore. A voi tutti auguro di cuore il successo nel vostro impegno musicale per molti anni, insieme all’abbondante Benedizione di Dio per il vostro impegno caritativo. A tutti gli interpreti ancora un grazie di cuore per questa bella serata. Poniamo tutto sotto la Benedizione di Dio! 
Imparto a voi tutti la mia Benedizione Apostolica:
Grazie di cuore! Buona notte.

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mercoledì 8 agosto 2012

Il Papa: San Domenico ci ricorda che all’origine della testimonianza della fede, che ogni cristiano deve dare in famiglia, nel lavoro, nell’impegno sociale, e anche nei momenti di distensione, sta la preghiera, il contatto personale con Dio; solo questo rapporto reale con Dio ci da la forza per vivere intensamente ogni avvenimento, specie i momenti più sofferti

San Domenico di Guzman (udienza generale, 3 febbraio 2010)


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Il Papa parla di San Domenico all'udienza generale (Rome Reports)

Il Papa: specialmente in vacanza troviamo momenti per "entrare in colloquio con Dio" (AsiaNews) 

Pregare con il corpo e lo spirito per entrare nel raggio luminoso della presenza di Dio: così il Papa all'udienza generale dedicata a san Domenico (R.V.)

Il Papa: Approfittare della vacanza per pregare e parlare con Dio

Il Papa: san Domenico ci insegna a pregare davanti alla bellezza della creazione (Ambrogetti)

Il Papa all'udienza generale parla di San Domenico: nella preghiera sono importanti anche gli atteggiamenti corporali (R.V.)

Quanta fretta di togliere il collegamento con l'udienza generale! Il Papa è ancora con i fedeli ma parte la sigla!


L’UDIENZA GENERALE,  08.08.2012


Alle ore 10.30 di oggi, nella Piazza della Libertà antistante il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i fedeli ed i pellegrini convenuti per l’Udienza Generale del mercoledì.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha presentato la figura di san Domenico di Guzmán, Sacerdote e Fondatore dell’Ordine dei Predicatori, del quale ricorre oggi la memoria liturgica, soffermandosi in particolare sulla sua vita di preghiera. Quindi ha rivolto un saluto in varie lingue ai gruppi di pellegrini presenti.
L’Udienza si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.


CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

San Domenico di Guzman e la preghiera
   
Cari fratelli e sorelle,


oggi la Chiesa celebra la memoria di san Domenico di Guzmán, Sacerdote e Fondatore dell’Ordine dei Predicatori, detti Domenicani. 
In una precedente Catechesi, ho già illustrato questa insigne figura e il fondamentale contributo che ha apportato al rinnovamento della Chiesa del suo tempo. Oggi, vorrei metterne in luce un aspetto essenziale della sua spiritualità: la sua vita di preghiera. 
San Domenico fu un uomo di preghiera. Innamorato di Dio, non ebbe altra aspirazione che la salvezza delle anime, in particolare di quelle cadute nelle reti delle eresie del suo tempo; imitatore di Cristo, incarnò radicalmente i tre consigli evangelici unendo alla proclamazione della Parola una testimonianza di una vita povera; sotto la guida dello Spirito Santo, progredì sulla via della perfezione cristiana. In ogni momento, la preghiera fu la forza che rinnovò e rese sempre più feconde le sue opere apostoliche.
Il Beato Giordano di Sassonia, morto nel 1237, suo successore alla guida dell'Ordine, scrive così: «Durante il giorno, nessuno più di lui si mostrava socievole... Viceversa di notte, nessuno era più di lui assiduo nel vegliare in preghiera. Il giorno lo dedicava al prossimo, ma la notte la dava a Dio » (P. Filippini, San Domenico visto dai suoi contemporanei, Bologna 1982, pag. 133). 
In san Domenico possiamo vedere un esempio di integrazione armoniosa tra contemplazione dei misteri divini e attività apostolica. Secondo le testimonianze delle persone a lui più vicine, «egli parlava sempre con Dio o di Dio». 
Tale osservazione indica la sua comunione profonda con il Signore e, allo stesso tempo, il costante impegno di condurre gli altri a questa comunione con Dio. Non ha lasciato scritti sulla preghiera, ma la tradizione domenicana ha raccolto e tramandato la sua esperienza viva in un'opera dal titolo: Le nove maniere di pregare di San Domenico. Questo libro è stato composto tra il 1260 e il 1288 da un Frate domenicano; esso ci aiuta a capire qualcosa della vita interiore del Santo e aiuta anche noi, con tutte le differenze, a imparare qualcosa su come pregare.
Sono quindi nove le maniere di pregare secondo san Domenico e ciascuna di queste, che realizzava sempre davanti a Gesù Crocifisso, esprime un atteggiamento corporale e uno spirituale che, intimamente compenetrati, favoriscono il raccoglimento e il fervore. 
I primi sette modi seguono una linea ascendente, come passi di un cammino, verso la comunione con Dio, con la Trinità: san Domenico prega in piedi inchinato per esprimere l’umiltà, steso a terra per chiedere perdono dei propri peccati, in ginocchio facendo penitenza per partecipare alle sofferenze del Signore, con le braccia aperte fissando il Crocifisso per contemplare il Sommo Amore, con lo sguardo verso il cielo sentendosi attirato nel mondo di Dio. Quindi sono tre forme: in piedi, in ginocchio, steso a terra; ma sempre con lo sguardo rivolto verso il Signore Crocifisso. Gli ultimi due modi, invece, su cui vorrei soffermarmi brevemente, corrispondono a due pratiche di pietà abitualmente vissute dal Santo. Innanzitutto la meditazione personale, dove la preghiera acquista una dimensione ancora più intima, fervorosa e rasserenante. Al termine della recita della Liturgia delle Ore, e dopo la celebrazione della Messa, san Domenico prolungava il colloquio con Dio, senza porsi limiti di tempo. Seduto tranquillamente, si raccoglieva in se stesso in atteggiamento di ascolto, leggendo un libro o fissando il Crocifisso. Viveva così intensamente questi momenti di rapporto con Dio che anche esteriormente si potevano cogliere le sue reazioni di gioia o di pianto. Quindi ha assimilato a sé, meditando, le realtà della fede. I testimoni raccontano che, a volte, entrava in una sorta di estasi con il volto trasfigurato, ma subito dopo riprendeva umilmente le sue attività quotidiane ricaricato dalla forza che viene dall’Alto. Poi la preghiera durante i viaggi tra un convento e l'altro; recitava le Lodi, l'Ora Media, il Vespro con i compagni, e, attraversando le valli o le colline, contemplava la bellezza della creazione. Allora dal suo cuore sgorgava un canto di lode e di ringraziamento a Dio per tanti doni, soprattutto per la più grande meraviglia: la redenzione operata da Cristo.
Cari amici, san Domenico ci ricorda che all’origine della testimonianza della fede, che ogni cristiano deve dare in famiglia, nel lavoro, nell’impegno sociale, e anche nei momenti di distensione, sta la preghiera, il contatto personale con Dio; solo questo rapporto reale con Dio ci da la forza per vivere intensamente ogni avvenimento, specie i momenti più sofferti. Questo Santo ci ricorda anche l’importanza degli atteggiamenti esteriori nella nostra preghiera. 
L’inginocchiarsi, lo stare in piedi davanti al Signore, il fissare lo sguardo sul Crocifisso, il fermarsi e raccogliersi in silenzio, non sono secondari, ma ci aiutano a porci interiormente, con tutta la persona, in relazione con Dio. 
Vorrei richiamare ancora una volta la necessità per la nostra vita spirituale di trovare quotidianamente momenti per pregare con tranquillità; dobbiamo prenderci questo tempo specie nelle vacanze, avere un po’ di tempo per parlare con Dio. Sarà un modo anche per aiutare chi ci sta vicino ad entrare nel raggio luminoso della presenza di Dio, che porta la pace e l’amore di cui abbiamo tutti bisogno. Grazie.

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Je salue avec joie les pèlerins de langue française, particulièrement ceux venus de Russ et de Mayenne ! Aujourd’hui, nous célébrons la mémoire de Saint Dominique de Guzman, prêtre et fondateur de l’Ordre des prêcheurs, appelés Dominicains. À son école, nous pouvons être des amoureux de Dieu, des imitateurs du Christ, des hommes et des femmes de prière, sève nourricière de nos actions et de notre témoignage. En ce temps de vacances, laissons-nous guider davantage par l’Esprit-Saint pour approfondir notre communion avec Dieu et avec les autres. Bon séjour et bon repos à tous!

I greet all the English-speaking pilgrims present at today’s Audience, especially those from England, Macau, Japan and the United States. Today we celebrate the feast of Saint Dominic, the founder of the Order of Preachers. In his life, Saint Dominic was able to combine constant prayer and zealous activity in the service of the Lord and his Church. By his example and intercession, may all of us rediscover the importance and beauty of daily prayer, and bear joyful witness to our faith in Christ the Saviour!

Ein herzliches Grüß Gott sage ich allen Gästen deutscher Sprache. Besonders grüße ich die Teilnehmer am »Alumni-Kongreß« des Sozialinstituts Kommende Dortmund. Der heilige Dominikus, dessen Gedenktag wir heute feiern, war ein Mann des Gebets. Es heißt von ihm, daß er, wenn er redete, entweder mit Gott oder von Gott redete und daß für ihn Betrachtung und Apostolat ganz ineinander gingen. Die Formen des Betens, die von ihm überliefert werden, zeigen, wie wichtig dabei auch die körperliche Haltung ist: sitzen, stehen, knien, auf den Herrn hinschauen, sich sammeln. Der Leib muß mitbeten, und es braucht eine Umgebung der Stille für eine rechte Sammlung. Die Beziehung zu Gott im Gebet stärkt unseren Glauben und gibt uns auch Kraft, den Herausforderungen des Alltags standzuhalten. Mühen wir uns deshalb jeden Tag um Zeiten des Gebets. Von Herzen segne ich euch alle.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los jóvenes de la Archidiócesis de Pamplona y Diócesis de Tudela, acompañados por su Pastor, así como a los grupos provenientes de España, Venezuela, México y otros países Latinoamericanos. La Iglesia celebra hoy la memoria de Santo Domingo de Guzmán, hombre de oración y enamorado de Dios. Él nos recuerda que en la base de todo testimonio está la plegaria, pues en la relación constante con el Señor se recibe la fuerza para vivir intensamente cada momento, y afrontar incluso las mayores dificultades. Muchas gracias y que Dios os bendiga.

Com paterno afecto, saúdo os peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente os fiéis da paróquia Nossa Senhora de Fátima, em Évora. Agradeço a presença e sobretudo a oração que fazeis por mim. Hoje a Igreja recorda São Domingos, de quem se diz que sempre falava de Deus ou com Deus. A oração abre a porta da nossa vida a Deus; e nela Deus ensina-nos a sair de nós mesmos para ir ao encontro dos outros, envolvendo a todos na luminosa presença de Deus que nos habita. Sede para vossos familiares e amigos a Bênção de Deus!

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. Dzisiaj wspominamy świętego Dominika, założyciela Zakonu Dominikanów. Był człowiekiem modlitwy, zawsze mówił z Bogiem lub o Bogu; dnie poświęcał pracy i bliźnim, a noce spędzał na rozmowie z Bogiem. Uczmy się od niego tej wytrwałej modlitwy, koniecznej dla naszego wzrostu duchowego. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Oggi ricordiamo san Domenico, Fondatore dei Domenicani. Fu un uomo di preghiera, parlava sempre con Dio o di Dio; i suoi giorni, li dedicava al lavoro e al prossimo e le sue notti, le trascorreva nel colloquio con Dio. Impariamo da lui di questo stile di preghiera perseverante, importante per la nostra crescita spirituale. Sia lodato Gesù Cristo.]

Srdečně zdravím české věřící, zejména cyklopoutníky a jejich doprovod. Slavíme dnes památku svatého Dominika. Kéž je vzorem vašeho svědectví o Kristu.

[Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua ceca, in particolare al gruppo dei pellegrini qui giunti in bicicletta e a quanti li accompagnano. L’esempio di san Domenico di Guzman, di cui oggi celebriamo la memoria, vi sostenga nella vostra testimonianza cristiana.]

Srdečne vítam pútnikov zo Slovenska, osobitne z farností Letanovce a Giraltovce. Bratia a sestry, prajem vám, aby svetlo Božieho Slova osvecovalo všetky kroky vášho života a ochotne udeľujem Apoštolské požehnanie každému z vás a vašim rodinám vo vlasti. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente a quelli delle parrocchie di Letanovce e Giraltovce. Fratelli e sorelle, mentre vi auguro che la luce della Parola di Dio illumini tutti i passi della vostra vita, volentieri imparto la Benedizione Apostolica a ciascuno di voi ed alle vostre famiglie in Patria. Sia lodato Gesù Cristo!]

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini italiani, in particolare alle Suore del Preziosissimo Sangue e alle coppie di sposi novelli. Grazie! Nel ringraziarvi per la vostra presenza, sono lieto di invocare su ciascuno l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo per un rinnovato fervore spirituale e apostolico. Grazie per la presenza e per l'attenzione; una buona giornata e una buona settimana. Grazie e buone vacanze, anche, a tutti voi.


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domenica 5 agosto 2012

Il Papa: La fede è la cosa fondamentale. Non si tratta qui di seguire un’idea, un progetto, ma di incontrare Gesù come una Persona viva, di lasciarsi coinvolgere totalmente da Lui e dal suo Vangelo. Gesù invita a non fermarsi all’orizzonte puramente umano e ad aprirsi all’orizzonte di Dio, all’orizzonte della fede

ANGELUS: AUDIO INTEGRALE DI RADIO VATICANA

FESTA BAVARESE PER IL SANTO PADRE: IL VIDEO INTEGRALE SU BENEDICT XVI TV 

Vedi anche:


L'orizzonte dell'esistenza. L'importanza della fede nelle parole del Papa all'Angelus (Sir)


Il Papa all’Angelus: il Signore ci chiede di andare oltre le preoccupazioni materiali (Radio Vaticana) 

Benedetto XVI: l'orizzonte dell'uomo va oltre la quotidianità

Il Papa: Preoccuparci per il pane materiale, ma soprattutto rafforzare la fede in Cristo vero "pane di vita" (AsiaNews)





LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA DELL’ANGELUS, 05.08.2012

Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e recita l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.
Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

Nella Liturgia della Parola di questa Domenica continua la lettura del 6° capitolo del Vangelo di Giovanni. Siamo nella sinagoga di Cafarnao dove Gesù sta tenendo il suo noto discorso dopo la moltiplicazione dei pani. La gente aveva cercato di farlo re, ma Gesù si era ritirato, prima sul monte con Dio, con il Padre, e poi a Cafarnao. Non vedendolo, si era messa a cercarlo, era salita sulle barche per raggiungere l’altra riva del lago e finalmente l’aveva trovato. Ma Gesù sapeva bene il perché di tanto entusiasmo nel seguirlo e lo dice anche con chiarezza: voi «mi cercate non perché avete visto dei segni [perché il vostro cuore è stato impressionato], ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati» (v. 26). 
Gesù vuole aiutare la gente ad andare oltre la soddisfazione immediata delle proprie necessità materiali, pur importanti. Vuole aprire ad un orizzonte dell’esistenza che non è semplicemente quello delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, della carriera. Gesù parla di un cibo che non perisce, che è importante cercare e accogliere. 
Egli afferma: «Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’Uomo vi darà» (v. 27).
La folla non comprende, crede che Gesù chieda l’osservanza di precetti per poter ottenere la continuazione di quel miracolo, e chiede: «Cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» (v. 28). La risposta di Gesù è chiara: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato» (v. 29). Il centro dell’esistenza, ciò che dà senso e ferma speranza al cammino spesso difficile della vita è la fede in Gesù, l’incontro con Cristo. Anche noi domandiamo: «cosa dobbiamo fare per avere la vita eterna?». E Gesù dice: «credete in me». 
La fede è la cosa fondamentale. Non si tratta qui di seguire un’idea, un progetto, ma di incontrare Gesù come una Persona viva, di lasciarsi coinvolgere totalmente da Lui e dal suo Vangelo. Gesù invita a non fermarsi all’orizzonte puramente umano e ad aprirsi all’orizzonte di Dio, all’orizzonte della fede. 
Egli esige un’unica opera: accogliere il piano di Dio, cioè «credere a colui che egli ha mandato» (v. 29). Mosè aveva dato ad Israele la manna, il pane dal cielo, con il quale Dio stesso aveva nutrito il suo popolo. Gesù non dona qualcosa, dona Se stesso: è Lui il «pane vero, disceso dal cielo», Lui, la Parola vivente del Padre; nell’incontro con Lui incontriamo il Dio vivente.
«Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?» (v. 28) chiede la folla, pronta ad agire, perché il miracolo del pane continui. Ma Gesù, vero pane di vita che sazia la nostra fame di senso, di verità, non si può «guadagnare» con il lavoro umano; viene a noi soltanto come dono dell’amore di Dio, come opera di Dio da chiedere e accogliere.
Cari amici, nelle giornate cariche di occupazioni e di problemi, ma anche in quelle di riposo e di distensione, il Signore ci invita a non dimenticare che se è necessario preoccuparci per il pane materiale e ritemprare le forze, ancora più fondamentale è far crescere il rapporto con Lui, rafforzare la nostra fede in Colui che è il «pane di vita», che riempie il nostro desiderio di verità e di amore. 
La Vergine Maria, nel giorno in cui ricordiamo la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, ci sostenga nel nostro cammino di fede.

DOPO L’ANGELUS

Je vous accueille avec joie, chers amis francophones venus vous associer à la prière mariale de l’Angélus. Dans l’Évangile de ce dimanche nous voyons les foules se déplacer pour suivre Jésus. Comme celles d’hier, les foules d’aujourd’hui ont faim de nourriture terrestre et spirituelle. En nous partageant sa Parole et son Corps en nourriture, Jésus nous comble et nous rassasie. Que la Vierge Marie vous aide à accueillir ce don de Dieu et à vous laisser transformer, comme les Apôtres au jour de la Transfiguration, par le visage lumineux du Christ ressuscité! Bon dimanche à tous!

I welcome all the English-speaking visitors and pilgrims present today and I pray that your stay in Rome will help you to grow closer to the Lord Jesus. In today’s Gospel he says to the people: "I am the bread of life. Whoever comes to me will never be hungry, whoever believes in me will never thirst." Let us put our faith in him, and let us put our trust in his promises, so that we may have life in abundance. May God bless you all!

Mit Freude grüße ich die Pilger und Besucher deutscher Sprache hier in Castel Gandolfo; heute besonders die Ministranten aus dem Bistum Augsburg. Heute fragen im Evangelium die Menschen, was sie tun müssen, damit sie die Werke Gottes vollbringen. Jesus sagt ihnen: „Das ist das Werk Gottes, dann tut ihr, was Gottes ist, wenn ihr an mich glaubt" (vgl. Joh 6,29). Der Glaube an Jesus ist der Weg ins Leben hinein, der Weg zum guten Leben. Durch den Glauben begegnen wir ihm, der das wirkliche Leben schenkt. Erst in einer solchen Begegnung wissen wir, erfahren wir, was Leben ist und das Verlangen unseres Herzens nach Sinn stillt. Vertrauen wir uns also Jesus an und werden wir eine Gemeinschaft in Christus, die dann auch ausstrahlt und seine Liebe den Menschen sichtbar macht. Der Herr segne und behüte euch alle.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española que participan en esta oración mariana, en particular al grupo de fieles de la Diócesis de Albacete. En el evangelio de este domingo Jesús se presenta como el «pan de vida» que sacia para siempre. Que nosotros, al recibirlo en la Eucaristía sepamos permanecer en Él y vivir con Él, acercándonos cada vez más a su gracia santificadora. Confiemos a Nuestra Señora, la Virgen María estos propósitos. Muchas gracias.

Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus. Bracia i siostry, w dzisiejszej Ewangelii Chrystus mówi: „Ja jestem chlebem życia. Kto do Mnie przychodzi, nie będzie łaknął; a kto we Mnie wierzy, nigdy pragnąć nie będzie" (J 6, 35). Niech czas wakacji będzie dla was okazją do modlitwy w odwiedzanych kościołach, kaplicach, do chwil adoracji oraz uwielbienia Chrystusa, który jest Chlebem Żywym i nadaje sens naszemu życiu. Z serca wam błogosławię.

[Sia lodato Gesù Cristo. Fratelli e sorelle, nel Vangelo odierno Cristo ci dice: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!" (Gv 6, 35). Il tempo delle vacanze sia per voi occasione di preghiera mentre visitate chiese e cappelle, momento d’adorazione e di lode a Cristo, Pane Vivo che dà senso alla nostra vita. Vi benedico di cuore.]

Infine rivolgo un caro e cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai gruppi parrocchiali, alle famiglie, ai giovani, con un pensiero speciale per gli Scout della parrocchia Maria Santissima del Perpetuo Soccorso di Palermo. Cari amici, sforzatevi di rispondere sempre fedelmente alla vocazione alla santità che Cristo rivolge ad ogni cristiano. Grazie per la vostra attenzione e presenza. Buona domenica, buona settimana a tutti voi! Buona domenica!

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sabato 4 agosto 2012

Il Papa ai Bavaresi: È vero, si deve dire che Dio, in Baviera, ci ha facilitato il compito: ci ha donato un mondo così bello, una terra così bella che diventa facile riconoscere che Dio è buono ed esserne felici. Allo stesso tempo, però, Egli ha anche fatto in modo che gli uomini che vivono in questa terra proprio a partire dal loro «sì» hanno saputo darle la sua piena bellezza; solo attraverso la cultura delle persone, attraverso la loro fede, la loro gioia, i canti, la musica e l’arte è diventata così bella come il Creatore, da solo, non voleva fare, ma solo con l’aiuto degli uomini



IL SANTO PADRE COMPIE 85 ANNI E SETTE DI PONTIFICATO: LO SPECIALE DEL BLOG 


Vedi anche:



Festa bavarese a Castel Gandolfo. Il Papa: la fede, fonte di bellezza e gioia per vincere il male nel mondo
 

Serata bavarese per il Papa. Benedetto XVI invita a vivere la gioia di Cristo (Radio Vaticana)

L'omaggio della diocesi di Monaco al Santo Padre (Rome Reports)

Il Papa: grazie di aver "trasportato la Baviera a Roma"
 

Il Papa assiste - con qualche risata - ai balli e ai canti umoristici bavaresi

Il Papa saluta i bavaresi: la fede ci dice che il mondo è bello (Angela Ambrogetti)

Per il Papa festa di compleanno in stile bavarese

Serata bavarese per il Papa. Il cardinale Marx: un viaggio musicale nella diocesi di Monaco e Frisinga (Radio Vaticana)

Stasera festa "bavarese" in onore del Papa a Castel Gandolfo
 

Serata bavarese per Benedetto XVI. Mille pellegrini della sua terra natale animeranno venerdì a Castel Gandolfo uno spettacolo di danze e canti tradizionali (O.R.)



PELLEGRINAGGIO DELL’ARCIDIOCESI DI MÜNCHEN UND FREISING: "SERATA BAVARESE" IN ONORE DEL SANTO PADRE A CASTEL GANDOLFO (3 AGOSTO 2012), 04.08.2012

L’arcidiocesi di München und Freising, in pellegrinaggio a Roma dal 1° al 4 agosto, ha organizzato, nel cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, una "serata bavarese" in onore del Santo Padre Benedetto XVI, come regalo per il Suo 85° genetliaco, celebrato lo scorso 16 aprile.
Oltre mille fedeli, guidati dall’Arcivescovo Cardinale Reinhard Marx e dall’Arcivescovo emerito Card. Friedrich Wetter, hanno preso parte - ieri sera alle ore 18 - alla manifestazione nel corso della quale artisti di tutte le regioni dell’arcidiocesi hanno eseguito musiche, canti e danze della tradizione bavarese. Particolarmente folta la rappresentanza degli alpini Bayerische Gebirgsschützen, che prima dell’ingresso al Cortile, in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, nei loro costumi folkloristici e con armi a salve hanno sparato in onore del Santo Padre.
Al termine della serata, il Papa ha rivolto ai presenti le seguenti parole:

PAROLE DEL SANTO PADRE

TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

Signori Cardinali,
cari Confratelli,
cari amici!

Al termine di questa «serata bavarese» posso dirvi soltanto di vero cuore un «Vergelt’s Gott» [«Dio ve ne renda merito»]. È stato bello essere qui, al centro del Lazio, a Castel Gandolfo, e allo stesso tempo in Baviera. Sono stato proprio «dahoam» [a casa], e devo fare i complimenti al Cardinale Marx, perché già riesce a pronunciare così bene questa parola!
Abbiamo potuto percepire che la cultura bavarese è una cultura allegra: noi non siamo persone rudi, non si tratta di semplice divertimento, ma è una cultura allegra, imbevuta di gioia; nasce da un’interiore accettazione del mondo, da un sì interiore alla vita che è un sì alla gioia. Essa si fonda sul fatto che noi siamo in sintonia con la Creazione, in sintonia con lo stesso Creatore e che per questo sappiamo che è bene essere persona. È vero, si deve dire che Dio, in Baviera, ci ha facilitato il compito: ci ha donato un mondo così bello, una terra così bella che diventa facile riconoscere che Dio è buono ed esserne felici. Allo stesso tempo, però, Egli ha anche fatto in modo che gli uomini che vivono in questa terra proprio a partire dal loro «sì» hanno saputo darle la sua piena bellezza; solo attraverso la cultura delle persone, attraverso la loro fede, la loro gioia, i canti, la musica e l’arte è diventata così bella come il Creatore, da solo, non voleva fare, ma solo con l’aiuto degli uomini. Ora, qualcuno potrebbe dire: ma sarà lecito essere tanto felici, quando il mondo è così pieno di sofferenza, quando esiste tanta oscurità e tanto male? È lecito essere così spavaldi e gioiosi? La risposta può essere soltanto: «sì»! Perché dicendo «no» alla gioia non rendiamo servizio ad alcuno, rendiamo il mondo solamente più oscuro. E chi non ama se stesso non può dare nulla al prossimo, non può aiutarlo, non può essere messaggero di pace. 

Noi questo lo sappiamo dalla fede, e lo vediamo ogni giorno: il mondo è bello e Dio è buono. E per il fatto che Egli si è fatto uomo ed è venuto in mezzo a noi, che Egli soffre e vive con noi, noi lo sappiamo definitivamente e concretamente: sì, Dio è buono ed è bene essere persona. Noi viviamo di questa gioia, e partendo da questa gioia cerchiamo anche di portare gioia agli altri, di respingere il male e di essere servitori della pace e della riconciliazione.Ora, certo, dovrei ringraziare tutti, uno per uno, ma la memoria di un anziano non è affidabile. Quindi, preferisco evitarlo. Vorrei comunque ringraziare il caro Cardinale Marx per avere lanciato l’idea di questa «serata», per avere trasportato la Baviera a Roma e per averci reso in questo modo tangibile l’unità interiore della cultura cristiana; vorrei ringraziarlo per avere radunato Bavaresi della nostra arcidiocesi, dalla Bassa Baviera fino all’«Oberland», dalla Regione del «Rupertigau» fino al «Werdenfelser Land»; vorrei ringraziare la presentatrice, che ci ha regalato un bavarese così bello: non credo di essere capace di parlare il bavarese, ed essere, allo stesso tempo, così «elevato», ma lei lo sa fare. 
Ringrazio tutti i gruppi, i fiati…, ma, ecco, non voglio iniziare. Voi lo sapete: tutto mi ha toccato profondamente e di tutto questo sono riconoscente e felice. 

Certo, i «Gebirgsschützen», che ho potuto sentire solo da lontano, meritano un ringraziamento particolare, perché io sono un «Schütze» onorario, anche se, a suo tempo, sono stato un schütze mediocre. Poi, ringrazio particolarmente te, caro Cardinale Wetter, per essere venuto: tu sei il mio diretto successore nella sede di San Corbiniano; hai guidato per un quarto di secolo l’arcidiocesi da buon Pastore: grazie per essere presente!

(in italiano)

Cardinale Bertello, grazie per la sua presenza. Spero che anche lei abbia sentito che la Baviera è bella e la cultura della Baviera è bella.

(in tedesco)

Ora, come mio ringraziamento, posso darvi soltanto la mia Benedizione, ma prima cantiamo insieme l’Angelus e, nella misura in cui lo conosciamo, l’«Andachtsjodler» [canto religioso in forma di jodler]. Di cuore, «Vergelt’s Gott» [Dio ve ne renda merito]!

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Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI al Sacerdote supremo del tempio buddista del Monte Hiei

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE IN OCCASIONE DEL XXV ANNIVERSARIO DELL’INCONTRO INTERRELIGIOSO DI PREGHIERA DI HIEIZAN (GIAPPONE), 03.08.2012

Pubblichiamo il testo del Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato al Sacerdote supremo del tempio buddista del Monte Hiei, in occasione del 25° anniversario dell’Incontro interreligioso di preghiera per la pace nel mondo che si tenne ad Hieizan, sul Monte Hiei, nei pressi di Kyoto.
Il Messaggio del Papa è stato letto oggi da S.E. Mons. Pier Luigi Celata, già Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, che si trova in questi giorni in visita in Giappone:

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

Al Venerabile Kojun Handa256° Tendai ZasuSacerdote 
supremo della denominazione Tendai del Buddhismo

Ho il piacere di accogliere voi e i leader religiosi riuniti per il venticinquesimo anniversario del Vertice Religioso sul Monte Hiei, nello spirito dello storico incontro del 1986 ad Assisi, promosso dal mio predecessore il Beato Giovanni Paolo II. L'impegno per la causa della pace da parte dei leader religiosi è della più grande importanza e sono felice di apprendere che, grazie ai vostri sforzi, l'Incontro sul Monte Hiei è diventato un evento annuale di primaria importanza che contribuisce in modo efficace al dialogo tra le genti di diversi credi.
Sono certo che l'opera del Vertice e il Simposio che studia la risposta dei leader religiosi ai disastri naturali porteranno una più grande solidarietà e collaborazione reciproca. Secondo la prospettiva cristiana, l'amore dato a coloro che soffrono è un riflesso della carità divina di Dio, che ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico Figlio Gesù Cristo. In questo senso, il mio pensiero è rivolto al terremoto e allo tsunami dello scorso anno nel nord-est del Giappone e alle atroci conseguenze per tutta la nazione. È stato di conforto conoscere il ruolo efficace dei leader religiosi nell'offrire speranza e sostegno, oltre che consigli e sollievo, a tutti coloro che soffrono. Il tragico evento dimostra anche come le persone di diversi credi religiosi possano cooperare l'una con l'altra per il bene della persona umana.
Con tali sentimenti, e come segno di buona volontà e di amicizia, invoco su di voi l'abbondanza della benedizione divina.

BENEDICTUS PP. XVI

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(Traduzione Osservatore Romano)

mercoledì 1 agosto 2012

Il Papa: Dicendo che la preghiera è un mezzo necessario, Sant’Alfonso voleva far comprendere che in ogni situazione della vita non si può fare a meno di pregare, specie nel momento della prova e nelle difficoltà. Sempre dobbiamo bussare con fiducia alla porta del Signore, sapendo che in tutto Egli si prende cura dei suoi figli, di noi. Per questo, siamo invitati a non temere di ricorrere a Lui e di presentargli con fiducia le nostre richieste, nella certezza di ottenere ciò di cui abbiamo bisogno








Benedetto XVI: "La relazione personale con Dio è essenziale" (Speciale)

Il Papa: abbiamo bisogno più di Dio che della salute o di altro. Se Dio non ci tiene la mano sul capo finiamo col tradirlo (Izzo)

Il Papa riprende la scuola di preghiera dell'udienza generale (Ambrogetti)

Il Papa: non abbiate paura di bussare con fiducia alla porta del Signore (AsiaNews)

Il Papa: Consapevoli di nostra debolezza chiediamo aiuto a Dio. Benedetto XVI saluta i ragazzi delle zone colpite dal terremoto

Il cortile interno non basta, udienza generale in piazza a Castel Gandolfo. Il Papa saluta le zone dell'Emilia e della Lombardia colpite dal sisma (Izzo)

Il Papa: In ogni situazione della vita non si può fare a meno di pregare, specie nel momento della prova e nelle difficoltà (Sir)

Il Papa all’udienza generale: preghiera necessaria, rapporto quotidiano con Dio è essenziale nella vita  (Radio Vaticana)



L’UDIENZA GENERALE,  01.08.2012

Alle ore 10.30 di oggi, nella Piazza della Libertà antistante il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i fedeli ed i pellegrini convenuti per l’Udienza Generale del mercoledì, appuntamento ripreso oggi dopo la sospensione nel mese di luglio.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha presentato la figura di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, di cui ricorre oggi la memoria liturgica, soffermandosi in particolare sugli insegnamenti del santo riguardo alla preghiera. Quindi ha rivolto un saluto in varie lingue ai gruppi di pellegrini presenti.
L’Udienza si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.



CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Sant'Alfonso Maria De' Liguori e la preghiera
   
Cari fratelli e sorelle!

Ricorre oggi la memoria liturgica di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, Redentoristi, patrono degli studiosi di teologia morale e dei confessori.
Sant’Alfonso è uno dei santi più popolari del XVIII secolo, per il suo stile semplice e immediato e per la sua dottrina sul sacramento della Penitenza: in un periodo di grande rigorismo, frutto dell’influsso giansenista, egli raccomandava ai confessori di amministrare questo Sacramento manifestando l’abbraccio gioioso di Dio Padre, che nella sua misericordia infinita non si stanca di accogliere il figlio pentito. L’odierna ricorrenza ci offre l’occasione di soffermarci sugli insegnamenti di sant’Alfonso riguardo alla preghiera, quanto mai preziosi e pieni di afflato spirituale. 
Risale all'anno 1759 il suo trattato Del gran mezzo della Preghiera, che egli considerava il più utile tra tutti i suoi scritti. Infatti, descrive la preghiera come «il mezzo necessario e sicuro per ottenere la salvezza e tutte le grazie di cui abbiamo bisogno per conseguirla» (Introduzione). In questa frase è sintetizzato il modo alfonsiano di intendere la preghiera.
Innanzitutto, dicendo che è un mezzo, ci richiama al fine da raggiungere: Dio ha creato per amore, per poterci donare la vita in pienezza; ma questa meta, questa vita in pienezza, a causa del peccato si è, per così dire, allontanata - lo sappiamo tutti - e solo la grazia di Dio la può rendere accessibile. Per spiegare questa verità basilare e far capire con immediatezza come sia reale per l’uomo il rischio di «perdersi», sant’Alfonso aveva coniato una famosa massima, molto elementare, che dice: «Chi prega si salva, chi non prega si danna!». A commento di tale frase lapidaria, aggiungeva: «Il salvarsi insomma senza pregare è difficilissimo, anzi impossibile … ma pregando il salvarsi è cosa sicura e facilissima» (II, Conclusione). E ancora egli dice: «Se non preghiamo, per noi non v’è scusa, perché la grazia di pregare è data ad ognuno … se non ci salveremo, tutta la colpa sarà nostra, perché non avremo pregato» (ibid.). 
Dicendo quindi che la preghiera è un mezzo necessario, sant’Alfonso voleva far comprendere che in ogni situazione della vita non si può fare a meno di pregare, specie nel momento della prova e nelle difficoltà. Sempre dobbiamo bussare con fiducia alla porta del Signore, sapendo che in tutto Egli si prende cura dei suoi figli, di noi. Per questo, siamo invitati a non temere di ricorrere a Lui e di presentargli con fiducia le nostre richieste, nella certezza di ottenere ciò di cui abbiamo bisogno.
Cari amici, questa è la questione centrale: che cosa è davvero necessario nella mia vita? Rispondo con sant’Alfonso: «La salute e tutte le grazie che per quella ci bisognano» (ibid.); naturalmente, egli intende non solo la salute del corpo, ma anzitutto anche quella dell’anima, che Gesù ci dona. Più che di ogni altra cosa abbiamo bisogno della sua presenza liberatrice che rende davvero pienamente umano, e perciò ricolmo di gioia, il nostro esistere. E solo attraverso la preghiera possiamo accogliere Lui, la sua Grazia, che, illuminandoci in ogni situazione, ci fa discernere il vero bene e, fortificandoci, rende efficace anche la nostra volontà, cioè la rende capace di attuare il bene conosciuto. Spesso riconosciamo il bene, ma non siamo capaci di farlo. Con la preghiera arriviamo a compierlo. Il discepolo del Signore sa di essere sempre esposto alla tentazione e non manca di chiedere aiuto a Dio nella preghiera, per vincerla.
Sant’Alfonso riporta l’esempio di san Filippo Neri - molto interessante –, il quale «dal primo momento in cui si svegliava la mattina, diceva a Dio: "Signore, tenete oggi le mani sopra Filippo, perché se no, Filippo vi tradisce"» (III, 3) Grande realista! Egli chiede a Dio di tenere la sua mano su di lui. Anche noi, consapevoli della nostra debolezza, dobbiamo chiedere l’aiuto di Dio con umiltà, confidando sulla ricchezza della sua misericordia. In un altro passo, dice sant’Alfonso che: «Noi siamo poveri di tutto, ma se domandiamo non siamo più poveri. Se noi siamo poveri, Dio è ricco» (II, 4). 
E, sulla scia di sant’Agostino, invita ogni cristiano a non aver timore di procurarsi da Dio, con le preghiere, quella forza che non ha, e che gli è necessaria per fare il bene, nella certezza che il Signore non nega il suo aiuto a chi lo prega con umiltà (cfr III, 3). 
Cari amici, sant’Alfonso ci ricorda che il rapporto con Dio è essenziale nella nostra vita. Senza il rapporto con Dio manca la relazione fondamentale e la relazione con Dio si realizza nel parlare con Dio, nella preghiera personale quotidiana e con la partecipazione ai Sacramenti, e così questa relazione può crescere in noi, può crescere in noi la presenza divina che indirizza il nostro cammino, lo illumina e lo rende sicuro e sereno, anche in mezzo a difficoltà e pericoli. 
Grazie.

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Chers pèlerins de langue française, je suis heureux de vous accueillir ce matin ! En cette période de congés pour beaucoup d’entre vous, je vous invite à prendre le temps de prier personnellement chaque jour, car la relation avec Dieu est essentielle dans notre vie. N’ayez pas peur de demander au Seigneur la force qui vous manque et qui est nécessaire pour faire le bien, dans la certitude qu’il ne refuse jamais son aide à celui qui le prie avec humilité. Que saint Alphonse de Liguori, dont nous célébrons la fête aujourd’hui, vous aide à marcher avec confiance sur ce chemin ! Bon pèlerinage et bon temps de repos à tous!

I greet all the English-speaking pilgrims, especially those from England and the United States. Today the Church celebrates the feast of Saint Alphonsus de’ Liguori, the founder of the Redemptorists, a great moral theologian and a master of prayer. Saint Alphonsus teaches us the beauty of daily prayer, in which we open our minds and hearts to the Lord’s presence and receive the grace to live wisely and well. By his example and intercession, may you and your families come to know God’s saving love and experience his abundant blessings!

Ganz herzlich heiße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache willkommen. Wir feiern heute den Gedenktag des heiligen Alfons von Liguori. Er ist der Gründer der Redemptoristen und der Patron der Beichtväter. In seinen Schriften erinnert uns der Heilige daran, vor allem eine lebendige Beziehung zu Gott zu verwirklichen. Er hat ein kleines, schönes Buch über das Gebet geschrieben, in dem er uns sagt: Der Mensch braucht die Beziehung zu Gott. Und wie soll er sie haben, wenn nicht anders als dadurch, daß er mit ihm spricht. Das tägliche Gebet und die Teilnahme an den Sakramenten lassen dann die Nähe und Gegenwart Gottes in uns wachsen, die uns hilft, den wahren Lebensweg zu finden. Es gibt ein Wort des heiligen Alfons, das sehr elementar ist: »Wer betet, wird sicher gerettet, wer nicht betet, geht sicher verloren«. Der Heilige Geist helfe uns, daß wir Lust am Beten finden, gerade in den Ferien, und so die innere Beziehung zu Gott herstellen und unser Leben weiter, reicher und größer wird.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, México y otros países latinoamericanos. Invito a todos, en este tiempo veraniego, a no abandonar nunca la oración, como nos enseña san Alfonso María de Ligorio, pues de nuestra relación con el Señor en la plegaría y los sacramentos depende nuestra salvación. Dios os bendiga.

Com sentimentos de gratidão e estima, saúdo todos os peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente o grupo de escuteiros de Alcobaça, invocando sobre os vossos passos a graça do encontro com Deus: Jesus Cristo é a Tenda divina no meio de nós; ide até Ele, vivei na sua graça e tereis a vida eterna. Desça sobre vós e vossas famílias a minha Bênção.

Pozdrawiam serdecznie obecnych tu Polaków. Witam Siostry Elżbietanki, uczestniczące w seminarium odnowy duchowej w Rzymie. Życzę wam, abyście w modlitewnym duchu przeżywali ważne wydarzenia obchodzone w Polsce w sierpniu: rocznicę Powstania warszawskiego i Cudu nad Wisłą, uroczystości Matki Bożej i wasze pielgrzymki. Modlitwa jest bowiem źródłem odnowy serc. Uczmy się jej wszyscy od świętego Alfonsa Marii Liguoriego, którego dzisiaj wspominamy. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[Saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Do il mio benvenuto alle Suore di Santa Elisabetta che partecipano al seminario di rinnovamento spirituale a Roma. Vi esorto tutti a vivere con intensità spirituale gli importanti anniversari ed eventi che si celebrano nel mese d’agosto in Polonia: l’insurrezione di Varsavia, il „Miracolo sul fiume di Vistola", le feste della Madonna, i pellegrinaggi. La preghiera, infatti, è la fonte del rinnovamento dei cuori. Impariamo questo da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che oggi ricordiamo. Sia lodato Gesù Cristo.]

Zo srdca vítam slovenských pútnikov, osobitne z Bratislavy, Nitry a Košíc. Bratia a sestry, prajem vám, aby váš pobyt v Ríme bol vhodnou príležitosťou na rast viery a povzbudením napredovať veľkodušne v kresťanskom svedectve. Rád udeľujem vám i vašim drahým Apoštolské požehnanie. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Di cuore do un benvenuto ai pellegrini slovacchi, specialmente a quelli provenienti da Bratislava, Nitra e Košice. Fratelli e sorelle, auguro che il vostro soggiorno a Roma sia una significativa occasione di crescita nella fede ed incoraggiamento a proseguire con generosità nella testimonianza cristiana. Volentieri imparto a voi ed a vostri cari la Benedizione Apostolica. Sia lodato Gesù Cristo!]

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare le Figlie di Maria Immacolata, le Serve di Maria Santissima Addolorata e le Suore Catechiste del Sacro Cuore, che prendono parte alle assemblee capitolari dei rispettivi Istituti religiosi. Saluto poi i ragazzi dell’Oratorio di Gandino e di Bonate Sotto, come pure quelli provenienti dalle zone dell’Emilia Romagna e della Lombardia colpite dal recente terremoto. Saluto infine i giovani i malati e gli sposi novelli. Tutti esorto a rendere ovunque una gioiosa testimonianza evangelica.



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